Julia Roberts incanta il Lido con Versace, mentre Guadagnino presenta "After the Hunt"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il sorriso più iconico di Hollywood ha finalmente illuminato il red carpet del Lido, dopo un’attesa che i suoi fan più accaniti hanno patito per decenni. Julia Roberts, in un abito di un blu notte profondo che sfumava in dettagli neri, ha fatto il suo ingresso trionfale alla Mostra del Cinema di Venezia per la prima serata di "After the Hunt", il nuovo film di Luca Guadagnino presentato fuori concorso. L’abito, che da solo ha scatenato un putiferio di flash e ammirazione, segna nientemeno che l’esordio assoluto di un’opera della nuova era di Versace, quella sotto la direzione creativa di Dario Vitale, su un tappeto rosso di tale prestigio; un exploit di stile, quello della Roberts, che è stato promosso a pieni voti dalla critica di moda e dal pubblico, decretando un immediato e incontrastato successo.
Accanto a lei, un Luca Guadagnino visibilmente soddisfatto guidava il cast del suo ultimo lavoro, un film che – stando alle prime indiscrezioni – sceglie di affrontare temi spinosi e contemporanei attraverso i suoi personaggi. La Roberts interpreta Alma, una professoressa dell’ateneo di Yale il cui rigore morale viene messo a dura prova quando è costretta a gestire le gravi accuse di molestie che investono un collega, interpretato da Andrew Garfield. La trama si complica ulteriormente attraverso i suoi rapporti con una studentessa dal comportamento indecifrabile, la giovane Ayo Edebiri, e con un matrimonio, quello con il personaggio di Michael Stuhlbarg, che appare opaco e difficile da decifrare per chiunque lo osservi dall’esterno.
Tuttavia, nonostante il potenziale del cast e la premessa narrativa, le prime reazioni alla proiezione del film dipingono un quadro differente per il regista italiano. Se la star americana ha saputo conquistare senza riserve la platea veneziana con la sua sola presenza, lo stesso non si può affermare per l’opera di Guadagnino, che sembra non aver completamente convinto gli addetti ai lavori. Questo 2025, malgrado le aspettative, non si configura come un’annata felice per l’autore alla Mostra, come del resto non lo fu il 2024 con "Queer", sebbene si debba risalire al 2022 – con il celebrato "Bones and All" – per ritrovare un suo lavoro acclamato in Laguna.




