La notte di nervi di Dorothea Wierer e il crollo azzurro nella staffetta di Anterselva
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Redazione Sport
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Il poligono di Anterselva, di solito teatro delle gesta trionfali del biathlon italiano, si è trasformato ieri in un palcoscenico amaro per le azzurre. Nella staffetta 4x6 km valida per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, l'Italia è scivolata in un undicesimo posto che ha dello shock, considerando le premesse della vigilia che vedevano il quartetto azzurro tra le possibili protagoniste -2-10. A fare da contraltare alla delusione casalinga ci ha pensato la Francia, dominatrice assoluta della prova: la squadra transalpina, forte di un quartetto composto da Camille Bened, Lou Jeanmonnot, Oceane Michelon e Julia Simon, ha confermato il pronostico che la dava per favorita, mettendosi al collo l'oro olimpico con il tempo di 1 ora 10 minuti e 22 secondi e sette decimi -9. Le francesi, dopo un avvio a dir poco incerto che le aveva viste chiudere la prima frazione con quasi un minuto di ritardo dalla vetta, hanno innescato una rimonta poderosa, dimostrando una volta di più la loro forza collettiva e prendendosi in breve tempo la testa della corsa per poi amministrare il vantaggio fino alla fine -9.
Sul podio, alle spalle delle inarrivabili transalpine, sono salite Svezia e Norvegia, rispettivamente con un ritardo di 51 secondi e 3 e di un minuto e 7 secondi e sei decimi -9. Un divario, quello con la Francia, che fotografa lo strapotere di una squadra che sembra giocare un campionato a sé. Per l'Italia, invece, è stata una giornata storta fin dai primi metri. Hannah Auchentaller, prima frazionista, ha concluso il suo tratto in decima posizione dopo aver speso tre ricariche, ma è stato il passaggio di Dorothea Wierer a far deragliare definitivamente le speranze di podio. La campionessa altoatesina, seconda frazionista, è apparsa irriconoscibile al poligono: la sua specialità, il tiro, si è trasformata in un tallone d'Achille. Wierer ha esaurito le tre ricariche a disposizione nella sessione a terra, finendo per scontare un giro di penalità, per poi sbagliare ulteriormente in piedi -3-4. Un trend negativo proseguito con Michela Carrara, autrice anch'essa di un giro di penalità, che ha relegato Lisa Vittozzi, l'ultima frazionista, a una rincorsa impari rispetto ai tempi delle battistrada -3.
A freddo, la stessa Wierer ha analizzato la propria prestazione con la consueta onestà intellettuale, senza cercare alibi ma offrendo uno spaccato del suo stato d'animo. "È stata una prestazione negativa al poligono, inutile girarci intorno", ha dichiarato la 35enne altoatesina, ammettendo di non riuscire a spiegarsi del tutto quegli errori in una giornata priva di vento -4. Le sue parole, rilasciate ai microfoni, hanno rivelato il peso di una tensione che, a pochi giorni dal ritiro, forse si è fatta sentire più del solito. "Da qualche giorno dormo poco, sono un po' nervosa e questo sicuramente non aiuta al tiro", ha confessato, spiegando di aver forzato nel primo giro nel tentativo di non perdere ulteriormente contatto, una mossa che potrebbe aver influito sulla sua precisione al poligono -4.




