Fincantieri, l’utile semestrale vola a 102 milioni. Dado: «Guidance confermata, ma la difesa darà di più»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo cantieristico di Trieste archivia i primi sei mesi del 2026 con numeri che testimoniano una trasformazione industriale ormai compiuta, dove la crescita dimensionale si accompagna a un'altrettanto significativa espansione della redditività. L'utile netto è quasi triplicato, attestandosi a 102 milioni di euro, una performance che da sola vale quasi quanto l'intero risultato conseguito nell'esercizio precedente, quando il dato si fermò a 117 milioni.

Il fatturato si mantiene sostanzialmente stabile a 4,58 miliardi di euro, ma è la composizione dei conti a fare la differenza, con un'impennata dei margini che conferma la bontà delle scelte strategiche operate dal management, a partire dal progressivo riequilibrio del portafoglio verso i settori della difesa e della subacquea.

La spinta dei margini e il contributo della subacquea

Il miglioramento della capacità di generare valore è reso evidente dall'andamento dell'EBITDA, salito del 12,5% a 350 milioni di euro, con un margine che è passato dal 6,8% al 7,6%. Un progresso che non è frutto del caso, ma del contributo crescente del business della subacquea – in gergo tecnico "underwater" – che ha registrato ricavi in aumento del 29,9% a 356 milioni di euro e un EBITDA margin del 17%, un dato che spiega bene l'attenzione del gruppo verso questo segmento.

A questo si aggiunge la solida performance dello shipbuilding, che pur con un leggero calo dei ricavi, ha migliorato la propria marginalità, confermando l'efficacia delle politiche di selezione degli ordini e di efficientamento dei processi produttivi.

Portafoglio ordini e guidance

La visibilità sul futuro resta uno degli asset principali del gruppo, con un carico di lavoro complessivo che ha raggiunto i 73,9 miliardi di euro, in crescita del 17% rispetto a fine 2025 e pari a circa otto volte i ricavi dell'anno scorso. Il backlog, la parte di contratti già acquisiti ma non ancora realizzati, si attesta a 43 miliardi di euro, garantendo consegne programmate fino al 2039 grazie anche a commesse strategiche come quella per Princess Cruises.

Forte di questi numeri, il gruppo ha scelto di confermare la guidance per l'intero anno, già rivista al rialzo in occasione dei conti del primo trimestre, che prevede ricavi tra 9,3 e 9,4 miliardi, un EBITDA compreso tra 700 e 710 milioni e un utile netto tra 140 e 180 milioni.

Le parole di Dado e le prospettive sulla difesa

Interrogato dagli analisti sulla possibilità di un ulteriore aggiornamento delle stime in corso d'opera, il direttore finanziario Giuseppe Dado ha mantenuto una posizione prudente ma non certo chiusa a futuri sviluppi.

"Al momento la guidance è quella che abbiamo dichiarato e confermato" ha dichiarato, riferendosi ai target di 710 milioni di EBITDA e una marginalità del 7,5%, sottolineando tuttavia come i risultati del semestre siano "ancora più notevoli" se si considera che il settore della difesa "deve ancora dare il suo contributo e consentire un ulteriore aumento della marginalità".

Un accenno che lascia intendere come il pieno potenziale del comparto militare e della cantieristica per le marine straniere non sia stato ancora completamente espresso e che potrebbe tradursi in un ulteriore miglioramento delle performance già a partire dal secondo semestre. "Per quanto riguarda il possibile aggiornamento delle previsioni, restate sintonizzati", ha concluso Dado, alimentando le aspettative su un esercizio che si preannuncia da record per la cantieristica italiana.

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