Fincantieri, utile semestrale triplicato a 102 milioni. Dado: "Guidance confermata, ma la difesa darà un contributo maggiore"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il cantiere navale di Fincantieri, in un'immagine d'archivio. Il gruppo di Monfalcone ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto record di 102 milioni di euro, quasi triplicato rispetto ai 35 milioni dello stesso periodo del 2025. Un risultato che, come evidenziato dall'amministratore delegato Pierroberto Folgiero, testimonia la capacità del gruppo di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti, con una forte espansione della redditività e della capacità di generare valore.
La semestrale da record e la guidance confermata
I ricavi consolidati del primo semestre 2026 si attestano a 4,58 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 4,576 miliardi del primo semestre 2025, ma con una significativa accelerazione nel secondo trimestre che conferma il previsto incremento dei volumi di produzione per lo sviluppo del backlog già acquisito. L'EBITDA, pari a 350 milioni di euro, registra un incremento del 12,5%, con un EBITDA margin che sale al 7,6%, in crescita di circa 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La spinta arriva in particolare dall'aumento di 1 punto percentuale dell'EBITDA margin nel segmento Shipbuilding e dalla crescita organica del business Underwater. Migliora sensibilmente anche la posizione finanziaria netta adjusted, che scende a 756 milioni di euro rispetto a 1,311 miliardi a fine 2025, con un rapporto di indebitamento PFN adjusted/EBITDA LTM pari a 1,0x, in significativa riduzione rispetto all'1,9x registrato al 31 dicembre 2025.
Alla luce di questi risultati, la società ha confermato la guidance per l'intero 2026 già comunicata in occasione della presentazione dei dati del primo trimestre, che prevede ricavi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, un EBITDA tra 700 e 710 milioni di euro e un utile netto tra 140 e 180 milioni di euro.
Nel corso della conference call con gli analisti, il CFO Giuseppe Dado ha tuttavia lasciato intendere che un possibile miglioramento delle previsioni potrebbe essere all'orizzonte, invitando a "restare sintonizzati" e sottolineando che la difesa "deve ancora dare il suo contributo e consentire un ulteriore aumento della marginalità", considerando i risultati del primo semestre "ancora più notevoli".
Un carico di lavoro senza precedenti
A sostenere la crescita del gruppo guidato da Pierroberto Folgiero è il carico di lavoro complessivo, che raggiunge il nuovo livello più alto di sempre, pari a circa 74 miliardi di euro (73,9 miliardi secondo alcuni dati), in crescita del 17% rispetto ai 63,2 miliardi registrati a fine 2025 e pari a circa otto volte i ricavi dell'anno precedente. Il backlog, ovvero gli ordini già acquisiti, si attesta a 43 miliardi di euro, mentre il soft backlog, che include opzioni e lettere d'intenti, ammonta a 30,9 miliardi.
Fincantieri conta attualmente 92 navi in portafoglio, con consegne già programmate fino al 2036 e una visibilità che si estende fino al 2039, considerando l'ordine siglato ad aprile 2026 con Princess Cruises. Nei primi sei mesi dell'anno sono stati acquisiti nuovi ordini per 6,1 miliardi di euro, un dato che non comprende diversi contratti già firmati ma non ancora efficaci, il cui valore complessivo consente al gruppo di coprire già il target annuale di circa 11 miliardi indicato nel Piano industriale 2026-2030.
L'accelerazione strategica nel settore subacqueo
Parallelamente alla crescita nei comparti tradizionali, Fincantieri sta accelerando in modo significativo lo sviluppo tecnologico nel settore subacqueo, un'area considerata strategica e in forte espansione. Il gruppo ha recentemente completato un'operazione di acquisizione di quattro società specializzate, tra cui WSense, Next Geosolutions, Graal Tech e Defcomm, con un investimento iniziale di circa 600 milioni di euro.
L'obiettivo è creare un polo tecnologico verticalmente integrato, capace di coprire l'intera filiera delle attività sottomarine, dai droni subacquei autonomi (AUV) e di superficie (USV) alle comunicazioni subacquee fino ai servizi geotecnici e di supporto offshore. Folgiero ha definito queste acquisizioni una "trasformazione storica" per l'azienda, in grado di rendere il profilo industriale del gruppo "ancora più solido, equilibrato e distintivo".
Questo comparto, come spiegato anche da Chiara Petrioli, fondatrice e AD di WSense, sta vivendo una fase di grande interesse legato alla protezione delle infrastrutture critiche sottomarine (cavi per telecomunicazioni, gasdotti, elettrodotti) e alla sicurezza energetica, un mercato che Fincantieri stima possa raggiungere un valore complessivo di circa 155 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.
L'integrazione di queste nuove realtà dovrebbe già nel 2026 generare ricavi per oltre 1,1 miliardi di euro e circa 220 milioni di EBITDA, centrando con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati per il 2030, contribuendo in modo decisivo a quell'aumento della marginalità complessiva del gruppo auspicato dal CFO Giuseppe Dado.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
