Scherma, Mazzone: "Contributo Sport e Salute a Fis riconoscimento lavoro svolto"
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Redazione Sport
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Il sistema dei finanziamenti pubblici allo sport, quell'impalcatura complessa che determina le possibilità di sviluppo delle federazioni, quest'anno assegna un segnale preciso alla Federazione Italiana Scherma. Un contributo ordinario di 10.150.658 euro per il 2026, con un incremento seppur lievissimo dello 0,22% rispetto all'anno precedente, stabilizza il budget della Fis oltre la soglia psicologica dei dieci milioni. Luigi Mazzone, presidente federale, non nasconde una certa soddisfazione, interpretando la cifra come un "riconoscimento al lavoro svolto dall'intero movimento" e all'indirizzo programmatico che lo guida. Nel ringraziare Sport e Salute, Mazzone ha sottolineato come il modello adottato, che intende premiare il merito, abbia dato un esito positivo per la scherma, permettendo di guardare al prossimo futuro con una proiezione ottimista.
Il malumore del tennis e l'attacco di Binaghi
Dall'altra parte dello spettro, toni ben diversi risuonano dalla Federazione Italiana Tennis e Padel. Angelo Binaghi, presidente della Fitp e considerato tra i dirigenti più capaci e vincenti del panorama nazionale, ha lanciato un duro attacco sul sistema contributi. Secondo Binaghi, i meriti straordinari raccolti dal tennis italiano, un movimento che oltre al talento di Jannik Sinner ha costruito una solida struttura di risultati internazionali, non troverebbero alcun riscontro nel riconoscimento economico. Una presa di posizione netta che accende i riflettori sulle criticità di un meccanismo di ripartizione che, a parere di alcuni, non sempre riflette in modo equo le performance e l'impatto di una disciplina.
La mappa dei 344 milioni: gerarchie confermate e sorprese
Il quadro complessivo, approvato dal Consiglio di amministrazione di Sport e Salute, disegna una pioggia di 344,4 milioni di euro per gli organismi sportivi nazionali nel 2026. La fotografia che ne emerge conferma alcune gerarchie consolidate, come il primato del calcio, ma al tempo stesso registra dinamiche di crescita significative in settori inaspettati. Si tratta di una somma ingente che, nel suo insieme, delinea le priorità strategiche del sistema e il peso specifico attribuito a ciascuna federazione, in un equilibrio sempre delicato tra tradizione, risultati e progetti di sviluppo.
Oltre i trionfi: il dato di una pratica sportiva in crescita
Al di là delle cifre e delle polemiche distributive, un fenomeno più profondo sembra prendere piede. L'Italia, infatti, non è solo un paese che vince medaglie ma che sta imparando a fare sport in modo sempre più diffuso. Sebbene l'emulazione dei campioni giochi un ruolo nella sensibilità dei giovani, altri fattori appaiono determinanti nell'attrarre nuovi praticanti. Due dati, in particolare, suggeriscono che il successo non sia l'unico motore di questo cambiamento, indicando piuttosto una maturazione culturale verso l'attività fisica che va al di là del semplice riflesso delle glorie olimpiche o mondiali.




