Ispettori e artificieri nel Reggino, maxi sequestro di fuochi illegali: cinque tonnellate sotto sequestro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un quantitativo impressionante, che sfiora le cinque tonnellate, di materiale pirotecnico irregolare è stato sequestrato nel corso degli ultimi giorni nella provincia di Reggio Calabria, nell'ambito dei servizi di controllo straordinario del territorio disposti dalle forze dell'ordine per il periodo festivo. L'operazione principale, coordinata dal Commissariato di Siderno con la fondamentale consulenza del Nucleo Regionale Artificieri di Catanzaro, ha portato alla luce un arsenale di artifizi e sostanze esplodenti custodito in palese violazione delle norme di sicurezza, il cui potenziale distruttivo, se innescato in condizioni inappropriate, avrebbe potuto avere esiti tragici. Due uomini, residenti a Siderno e a Marina di Gioiosa Ionica, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria, mentre gli investigatori continuano a ricostruire l’esatta provenienza e la destinazione di quel carico pericoloso.
Garage e camion trasformati in depositi improvvisati
La perquisizione di un'autorimessa e di un autocarro, quelli che i legittimi proprietari consideravano semplici luoghi di deposito, ha rivelato invece una realtà ben più preoccupante. Al loro interno, infatti, gli agenti hanno rinvenuto e posto sotto sequestro oltre duecentosettanta chilogrammi di materiale esplosivo già pronto e altri sessanta di precursori chimici, sostanze utilizzate per confezionare in modo artigianale fuochi d'artificio. La scoperta, che ha determinato l'applicatione della misura degli arresti domiciliari per un 56enne, evidenzia come la detenzione illecita di tali elementi non costituisca un reato meramente formale, ma rappresenti un rischio concreto per l'incolumità pubblica, considerata la facilità con cui simili componenti, se stoccati senza le minime cautele, possono innescare reazioni incontrollate.
Il giro d'affari clandestino dei "botti"
Parallelamente, un altro filone d'indagine ha condotto i carabinieri delle stazioni di San Giorgio Morgeto e Cittanova a concentrarsi sull'attività commerciale di un punto vendita a Polistena. L'ispezione dei locali e dei magazzini annessi, condotta anche con l'ausilio di unità cinofile antidroga ed esplosivi di Vibo Valentia, ha permesso di sequestrare circa una tonnellata di fuochi pirotecnici clandestini, privi delle necessarie autorizzazioni e delle certificazioni di sicurezza. Si tratta di "botti" la cui fabbricazione, spesso affidata a laboratori clandestini privi di qualsiasi standard, ne rende del tutto imprevedibile la potenza e il comportamento in fase di accensione, come purtroppo la cronaca nera degli ultimi anni ha ripetutamente dimostrato con episodi luttuosi.
Indagini a ritroso verso la filiera di approvvigionamento
Ulteriori sviluppi investigativi, infine, provengono da un controllo di routine della polizia locale in un box auto dell'ex quartiere Stanic, dove sono stati scoperti e sequestrati oltre dieci chilogrammi di esplosivi illegali. Anche in questo caso, come per il materiale trovato a Siderno, le indagini sono volte a risalire l'intera catena di fornitura. Gli accertamenti in corso puntano a individuare non solo l'ultimo anello, ma anche i canali di distribuzione, con ipotesi investigative che sembrano condurre verso un esercente con base in Campania, regione tradizionalmente coinvolta nella produzione pirotecnica, sia legale che illegale. La mole complessiva dei sequestri lascia intendere l'esistenza di un giro d'affari ramificato, che sfrutta la periodica domanda festiva per immettere sul mercato prodotti estremamente pericolosi.




