Copenaghen Sotto Attacco di Droni, la NATO Risponde alla Minaccia Ibrida

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'ondata silenziosa e metodica di velivoli senza pilota ha solcato i cieli della Danimarca, imponendo una brusca interruzione delle operazioni negli scali più importanti del paese. La capitale, Copenaghen, ha visto il suo aeroporto paralizzato per diverse ore, mentre analoghi episodi, definiti dalle autorità "sorvoli sistematici e professionali", sono stati registrati in prossimità della cruciale base aerea di Skrydstrup. È proprio lì che sono di stanza i caccia F-16 e gli avanzatissimi F-35, pilastri della difesa aerea danese, il che conferisce alla vicenda un peso strategico innegabile e trasforma quelle incursioni, di cui nessuno ha rivendicato la paternità, in un atto di sfida calcolato.

Mobilitazione di sicurezza per i vertici europei

La risposta delle istituzioni, per quanto sollecita, non si è fatta attendere e si articola su più livelli, a cominciare dalla mobilitazione di centinaia di riservisti delle forze armate. La misura, straordinaria, è stata disposta in vista del doppio vertice che vedrà riuniti a Copenaghen i leader europei per un Consiglio informale, seguito dall'incontro della Comunità Politica Europea, appuntamenti dedicati in larga parte al futuro dell'Ucraina e alle questioni di difesa. A rafforzare il dispositivo di sicurezza, contribuirà anche un contingente di trentacinque soldati francesi, inviati con una specifica missione di supporto.

Droni sofisticati e misure di emergenza

L'allerta, del resto, è massima e le precauzioni si spingono fino a dettagli operativi inusuali, come la decisione di assicurare ai velivoli in transito una scorta di carburante extra, da utilizzare in caso di emergenza qualora si rendesse necessario dirottarli verso altri aeroporti. Le testimonianze di chi quei droni li ha osservati da vicino, come quella del comandante Larsson, descrivono apparecchi dalle dimensioni paragonabili a quelle di un rapace, capaci di mimetizzarsi in volo e di agire con una precisione che ne denuncia la natura tutt'altro che amatoriale.

La task force internazionale contro la guerra ibrida

Per fronteggiare questa minaccia asimmetrica, definita senza mezzi termini "guerra ibrida", la Danimarca ha quindi imbastito una complessa operazione di contrasto che si avvale di una task force internazionale. All'impiego di uomini e mezzi specializzati, forniti da nazioni alleate come Francia, Germania e Svezia, si affianca la competenza sul campo di specialisti ucraini, che portano con sé l'esperienza diretta maturata in un conflitto dove l'uso dei droni è all'ordine del giorno. A completare il quadro, il divieto assoluto di far volare qualsiasi drone privato, un provvedimento che mira a eliminare qualsiasi elemento di disturbo o potenziale copertura per azioni ostili.

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