Milano assegna gli Ambrogini 2025, premiati Mentana, Squillo e l'agente Di Martino

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il 7 dicembre, giorno in cui Milano celebra il suo patrono Sant’Ambrogio, la città consegnerà i suoi riconoscimenti più prestigiosi a quarantadue personalità e realtà che si sono distinte per il loro impegno civico. La Commissione comunale, dopo un attento esame, ha infatti reso noti i nomi dei destinatari delle onorificenze, che comprendono una grande medaglia d’oro, sei medaglie d’oro alla memoria, quindici medaglie d’oro e venti attestati di civica benemerenza. Una scelta, questa, che ha privilegiato, come spesso accade, le “presenze silenziose” operose per il bene collettivo, piuttosto che i volti noti dello star system, sebbene non manchino figure di rilievo nazionale.

I premiati

Tra i nomi che spiccano nell’elenco dei premiati figurano quelli del giornalista Enrico Mentana, direttore del Tg La7, e di Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, a testimonianza del valore riconosciuto all’informazione di qualità. Accanto a loro, trova spazio Jo Squillo, da sempre impegnata in campagne sociali, e l’agente di polizia Christian Di Martino, il quale, come molti ricorderanno, fu accoltellato in un agguato alla stazione di Lambrate nella tarda primavera del 2024. La sua vicenda, trattata con il dovuto rispetto per la persona e per l’indagine in corso, è diventata emblema dei rischi corsi quotidianamente dalle forze dell’ordine.

Le polemiche superate

L’attribuzione degli Ambrogini, come da tradizione, non è stata esente da polemiche nelle settimane che hanno preceduto l’ufficializzazione. Il cosiddetto “toto-premi” aveva infatti generato aspre contrapposizioni in ambito politico, con la Lega che, in risposta alla proposta – poi ritirata – dei Verdi e del Partito Democratico di premiare la Flotilla per Gaza, aveva avanzato la simbolica candidatura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Alcuni ex premiati, dal canto loro, avevano minacciato di restituire il riconoscimento, in segno di protesta. Queste tensioni, tuttavia, sono rimaste confinate alla fase delle ipotesi, non influenzando l’esito finale delle deliberazioni della Commissione.

Il significato della cerimonia

La cerimonia del 7 dicembre, al di là dei singoli nomi, si configura dunque come un momento di riconoscenza della città verso chi, in modi diversi, ne ha alimentato lo spirito solidale e culturale. L’assegnazione degli attestati e delle medaglie, che segue un rigido regolamento comunale, rappresenta un rito collettivo importante, volto a valorizzare quelle energie, spesso volontarie e non remunerate, che costituiscono una parte vitale del tessuto sociale milanese, contribuendo a tenerne vive le tradizioni e a sostenerne le fragilità.

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