Decreto Milleproroghe, Cna Treviso: "Si estenda la proroga sulle polizze anti-catastrofali a tutte le piccole imprese"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo, mentre definisce i contenuti del nuovo decreto Milleproroghe, si appresta a introdurre una serie di rinvii significativi, tra i quali spicca una proroga temporanea dell'obbligo di polizza contro i rischi catastrofali per l'accesso al credito garantito. Questo differimento, che interverrebbe sul termine perentorio del primo gennaio 2026 fissato dalla Legge di Bilancio, rappresenta una misura attesa da una parte del mondo produttivo, la quale ha più volte segnalato le criticità di un adempimento in tempi così stretti. La Confederazione Nazionale dell'Artigianato di Treviso, in particolare, ha sollecitato un ampliamento della deroga, affinché essa non sia riservata alle sole microimprese ma possa includere tutte le piccole realtà aziendali, le quali, soprattutto in determinate regioni, si trovano a fronteggiare premi assicurativi particolarmente onerosi.

Un obbligo che condiziona l'accesso agli incentivi

La normativa originaria, infatti, pur non prevedendo sanzioni pecuniarie dirette, aveva creato un meccanismo di condizionalità stringente, legando la copertura assicurativa alla possibilità di beneficiare di una gamma sempre più ampia di agevolazioni pubbliche. Senza una polizza in regola, come ribadito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le imprese verrebbero escluse non solo dalle garanzie del Fondo per le PMI gestito da Mediocredito Centrale, ma anche da altri sostegni, quali quelli dedicati alle start-up innovative o agli interventi nelle aree di crisi industriale. Una condizione, questa, che di fatto trasformava l'assicurazione in un requisito indispensabile per la sopravvivenza e lo sviluppo di molte attività, penalizzando, secondo le associazioni di categoria, quelle operanti in zone ad alto rischio idrogeologico o sismico.

Le altre proroghe nel pacchetto

Oltre alla questione delle polizze catastrofali, il provvedimento in lavorazione contiene altri elementi di rilievo per il sistema economico. Viene confermato, ad esempio, il rinvio dell'entrata in vigore dei Testi Unici fiscali, una semplificazione attesa ma il cui iter procedurale richiede ancora tempo per essere completato. Si prevede, inoltre, la prosecuzione fino al 2026 della possibilità di svolgere assemblee societarie in modalità telematica, una pratica ormai consolidata che offre flessibilità e riduzione dei costi. Parallelamente, l'attenzione resta alta sul fronte degli incentivi, come dimostra la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Codice degli incentivi, il quale interviene anche sulla disciplina sanzionatoria per le imprese inadempienti, cercando di bilanciare controlli efficaci e supporto alla crescita.

Il contesto delle misure di sostegno

Queste mosse legislative si inseriscono in un quadro più ampio di sostegno all'accesso al credito, soprattutto per le dimensioni aziendali più piccole e vulnerabili, le quali spesso incontrano difficoltà nel rapporto con gli istituti finanziari. La logica che sottende l'intero pacchetto, infatti, sembra essere quella di accompagnare le imprese verso adempimenti complessi, evitando scadenze troppo ravvicinate che potrebbero generare distorsioni di mercato o costi insostenibili. La stessa introduzione di agevolazioni fiscali "automatizzate", o la possibilità di accedere a determinati benefici contributivi anche in assenza momentanea della polizza catastrofale, va in questa direzione, tentando di conciliare l'esigenza di protezione dal rischio con la necessità di non bloccare le attività produttive.

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