Fuga di massa in Haiti: assalto armato provoca emergenza nazionale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte di sabato 2 marzo, bande armate hanno assaltato il carcere più grande di Haiti, situato nella capitale Port-au-Prince. Questo evento ha provocato una fuga di massa dei detenuti e ha portato il governo a dichiarare uno stato di emergenza di 72 ore nella città e nelle aree circostanti.

Dettagli dell'assalto

Secondo i media locali e le principali agenzie internazionali, circa 3.600 detenuti sarebbero fuggiti dal penitenziario nazionale, su una popolazione carceraria di oltre 3.800 persone. Questo evento ha causato un'ondata di panico tra la popolazione locale. "Siamo finiti. Nessuno sarà risparmiato nella Capitale perché ci saranno 3.000 banditi in più", è uno dei messaggi più allarmanti lanciato da uno dei sindacati della polizia di Haiti.

Stato di emergenza

Da domenica, il Paese più povero dell’emisfero Occidentale è sottoposto allo “stato di emergenza”, dopo che gruppi armati riconducibili alle gang che controllano gran parte di Haiti hanno preso d’assalto due penitenziari, uno dei quali situato nella capitale Port-au-Prince. Questo ha causato la morte di almeno dodici persone e la fuga di oltre tremila detenuti.

Ulteriori sviluppi

Domenica 3 marzo, le autorità hanno dichiarato il coprifuoco e lo stato di emergenza per 72 ore dopo l’assalto da parte di alcune bande armate di due prigioni della capitale Port-au-Prince. Sabato 2 marzo, circa 4 mila detenuti erano evasi dopo l’attacco delle gang al penitenziario nazionale. Nelle ultime ore, sarebbe stata invasa anche una seconda prigione, che conta all’incirca 1400 detenuti.

Questo evento rappresenta una grave crisi per Haiti, che già lotta con problemi di sicurezza e instabilità politica. Le autorità stanno lavorando per riportare l'ordine e prevenire ulteriori violenze. Nel frattempo, la popolazione rimane in uno stato di allerta elevata, in attesa di ulteriori sviluppi.

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