Ucraina, drone marino colpisce Sochi. Il Cremlino: nessuna minaccia per l'aereo di Zelensky
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un drone marino ucraino ha colpito il porto di Sochi, località turistica russa sul Mar Nero, provocando un incendio, danni alle infrastrutture e il ferimento di otto persone. Lo hanno riferito le autorità della regione di Krasnodar, precisando che cinque feriti sono stati trasportati in ospedale mentre tre hanno ricevuto assistenza sul posto. Il sindaco della città, Andrey Proshunin, ha invitato i residenti a cercare riparo e a mantenere la calma, mentre immagini diffuse sui social mostrano una violenta esplosione nei pressi del lungomare.
L'attacco ha costretto a evacuare un concerto della cantante russa Tatyana Bulanova in corso vicino alla zona colpita, e ha danneggiato parzialmente le infrastrutture della spiaggia e un tratto adiacente della passeggiata.
Il porto e la residenza estiva di Putin
Sochi si trova a circa 600 chilometri dal confine ucraino e ospita la residenza estiva ufficiale del presidente russo Vladimir Putin, circostanza che attribuisce all'azione un valore simbolico oltre che materiale. Il raid arriva a pochi giorni da una precedente serie di attacchi contro la stessa area: il 3 settembre un drone marino aveva colpito e danneggiato una nave russa, mentre nelle ore successive era stato segnalato un incendio in un deposito petrolifero nei pressi della città.
Nella giornata di ieri i droni ucraini avevano preso di mira anche Novorossiysk, altro importante scalo russo sul Mar Nero. Il Comitato investigativo della Federazione Russa ha annunciato l'apertura di un procedimento penale per atto terroristico, e la portavoce Svetlana Petrenko ha definito quella contro la zona turistica "una manifestazione della natura terroristica del regime di Kiev". Secondo la stessa fonte, nella notte le forze ucraine avrebbero utilizzato imbarcazioni senza equipaggio contro obiettivi nella fascia costiera.
L'aereo di Zelensky e la versione del premier norvegese
Sul fronte diplomatico resta aperto il caso legato al viaggio che Volodymyr Zelensky ha compiuto l'8 settembre dalla Moldavia verso Oslo, dove il presidente ucraino ha partecipato ai funerali del re Harald V di Norvegia. Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre aveva dichiarato che l'aereo presidenziale era stato "quasi colpito" da un drone durante il decollo dall'aeroporto di Chisinau, senza però fornire la fonte dell'informazione né indicare la distanza del velivolo senza pilota.
La ricostruzione è stata poi ridimensionata sia da fonti della presidenza ucraina sia dal portavoce del governo moldavo, Dumitru Ciorici, secondo cui lo spazio aereo nazionale è stato chiuso nel pomeriggio poco dopo le 16:30 in seguito alla violazione da parte di un drone russo proveniente dall'Ucraina.
Il drone Shahed e la ricostruzione della Moldavia
Il ministero della Difesa moldavo ha identificato il velivolo in un drone di tipo Shahed, rimasto sotto il controllo dei sistemi di sorveglianza aerea dell'esercito nazionale per l'intera durata del volo e transitato anche nello spazio aereo della Romania. Dopo le 17:20 le autorità hanno confermato che il drone era precipitato ed esploso a circa 160 chilometri dall'aeroporto internazionale di Chisinau, causando quattro incendi senza vittime; solo allora le restrizioni di volo sono state revocate e l'aereo del presidente ucraino ha potuto decollare, in ritardo rispetto al previsto.
Fonti vicine all'ufficio presidenziale hanno spiegato che il velivolo non si trovava in volo nello stesso momento in cui il drone russo era nello spazio aereo moldavo: Kiev ne ha seguito il percorso e ha atteso che scomparisse dai radar prima di autorizzare la partenza, arrivata intorno alle 17:30 secondo i dati di tracciamento.
L'ambasciatore moldavo negli Stati Uniti, Vladislav Kulminskiy, ha osservato che appare improbabile che droni a reazione entrino nello spazio aereo nazionale con finalità di ricognizione proprio mentre l'aereo del presidente ucraino si trova a terra, pur precisando che è prematuro parlare di un attacco mirato. Nella notte tra martedì e mercoledì un attacco con droni russi contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato due morti e tre feriti sul versante ucraino.
La posizione di Mosca
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la presunta minaccia per l'aereo di Zelensky "non esisteva" e che si è trattato di un allarme effimero, circostanza che, ha sostenuto, sarebbe stata riconosciuta dagli stessi ucraini. Il primo ministro moldavo Vasile Tofan ha intanto sottolineato che il Paese è sempre più spesso colpito da droni russi: solo nel mese di agosto diciassette velivoli hanno raggiunto il territorio nazionale, più di quanti ne siano stati registrati nell'intero anno precedente.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
