Il drone, l’allarme e le smentite: cronaca di un attacco mai avvenuto all’aereo di Zelensky
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Redazione Esteri
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L’8 settembre 2026 l’aereo presidenziale ucraino era fermo sulla pista dell’aeroporto di Chișinău, in Moldavia. Volodymyr Zelensky e la moglie Olena Zelenska dovevano decollare verso Oslo per partecipare ai funerali del re norvegese. Il premier norvegese Jonas Gahr Store, una volta appresa la notizia, ha raccontato che l’aereo del presidente ucraino era stato quasi colpito da un drone mentre si apprestava a partire. Da quella dichiarazione è scaturita una sequenza di reazioni, smentite e ridimensionamenti che ha monopolizzato il dibattito pubblico per due giorni.
La ricostruzione ufficiale delle autorità moldave
Il governo di Chișinău ha fornito una cronologia precisa dell’accaduto. Poco dopo le 16:30 dell’8 settembre, la Moldavia ha chiuso il proprio spazio aereo in seguito alla violazione da parte di un drone russo proveniente dall’Ucraina. Il velivolo senza pilota, identificato come Shahed, è entrato nello spazio aereo moldavo, lo ha attraversato ed è sconfinato in Romania, Paese membro della Nato, prima di tornare in territorio moldavo.
Intorno alle 17:20 le autorità hanno confermato che il drone era precipitato ed esploso a circa 160 chilometri dall’aeroporto internazionale di Chișinău, vicino al villaggio di Stari Mihaileni, nel distretto di Rîșcani. Solo a quel punto le restrizioni di volo sono state revocate e l’aereo di Zelensky ha potuto decollare, con un ritardo rispetto alla tabella prevista. Tre voli in partenza e quattro in arrivo sono stati ritardati a causa dell’allarme aereo.
Le smentite di Kiev e la posizione del Cremlino
Fonti interne alla presidenza ucraina hanno preso le distanze dalla versione del premier norvegese, definendo «esagerata» l’affermazione secondo cui Zelensky avrebbe corso un rischio concreto. Secondo queste fonti, il drone e l’aereo presidenziale non si trovavano in volo nello stesso momento: Kiev avrebbe monitorato il percorso del velivolo senza pilota e atteso che scomparisse dai radar prima di autorizzare il decollo.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è intervenuto sulla vicenda con una dichiarazione secca: la presunta minaccia all’aereo di Zelensky «non esisteva, e questo è stato riconosciuto dagli stessi ucraini». Peskov ha aggiunto che Kiev ricorrerebbe a provocazioni per «trascinare i suoi gestori occidentali nella guerra».
Il precedente di agosto e il contesto dei droni in Moldavia
L’episodio dell’8 settembre non è isolato. Il primo ministro moldavo Vasile Tofan ha reso noto che solo nel mese di agosto 17 droni hanno colpito il territorio nazionale, una cifra superiore a quella registrata nell’intero anno precedente. Nella notte tra il 7 e l’8 settembre, un attacco con droni russi contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato due morti e tre feriti sul versante ucraino, secondo le autorità di Kiev.
L’ambasciatore moldavo negli Stati Uniti, Vladislav Kulminski, ha dichiarato che il drone potrebbe essere stato diretto deliberatamente verso l’aereo presidenziale, pur precisando che è troppo presto per trarre conclusioni definitive.
Il dibattito sulla difesa aerea europea
La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione la vulnerabilità dello spazio aereo dell’Europa orientale. La Moldavia non fa parte né della Nato né dell’Unione europea e non dispone di forze armate moderne né di sistemi contraerei adeguati, il che la espone a incursioni come quella dell’8 settembre senza la protezione dello scudo alleato. L’Unione europea ha varato nei mesi scorsi il piano ReArm Europe, ribattezzato Readiness 2030, che prevede fino a 800 miliardi di euro di investimenti nella difesa entro la fine del decennio, con un focus specifico su droni e sistemi anti-drone.
Il programma europeo di difesa antidrone, noto come «Drone Wall», è stato inserito tra i progetti faro del Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea e dovrebbe diventare operativo entro il 2027. Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha sintetizzato il problema dei costi con una formula efficace: «Un drone da 10.000 euro abbattuto con un missile da un milione di euro non è sostenibile».
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