Decreto bollette a Montecitorio, il governo mette la fiducia sull’articolato tra proroghe al carbone e stretta sul telemarketing

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il provvedimento, che il governo ha scelto di blindare con la fiducia, approda nell’aula di Montecitorio con un carico di modifiche sostanziali rispetto alla versione originaria. L’esame, secondo il calendario della conferenza dei capigruppo, prevede le dichiarazioni di voto a partire dalle 12:20 di martedì 31 marzo, con la chiama nominale fissata per le 14:00. L’articolato, che mira a contenere l’impatto del caro energia sulle famiglie e sulle imprese, si è arricchito durante il passaggio in commissione di emendamenti che ne hanno ampliato il perimetro, toccando settori delicati come quello delle fonti fossili e della vendita telefonica di contratti.

Le novità nella struttura del testo e la stretta sulle fonti fossili

Nel corso dei lavori della commissione Attività produttive, il testo ha subito una torsione significativa, accogliendo disposizioni che ne estendono la portata ben oltre i tradizionali sostegni economici. Tra le modifiche più discusse spicca l’emendamento che concede una proroga fino al 2038 per l’utilizzo del carbone nella produzione di energia, posticipando di fatto un termine di chiusura che il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) aveva fissato al 2025. Resta inteso che per gli impianti attualmente in stand-by, come quelli di Civitavecchia e Brindisi, la riapertura non sarà automatica, bensì subordinata al rilascio di nuove autorizzazioni e a una decisione del governo riguardo la loro destinazione operativa, se cioè a “riserva fredda” o a regime. Parallelamente, una spinta analoga – sebbene su un fronte diverso – arriva dalla maggioranza sul fronte dell’idroelettrico, dove è stata avanzata una proposta di rinnovo diretto delle concessioni per incentivare gli investimenti, aggirando le ordinarie procedure di gara.

L’intervento sul bonus sociale e il meccanismo automatico

Per quanto riguarda il sostegno diretto ai consumatori, il decreto conferma l’impianto delle misure straordinarie finalizzate a ridurre i costi in bolletta, intervenendo in particolare sulla platea dei nuclei economicamente vulnerabili. L’agevolazione, che si traduce in un risparmio che può raggiungere complessivamente i trecento euro annui per alcune tipologie di famiglie, si basa sul sistema del bonus sociale elettrico. L’accesso a questo beneficio è stato negli anni progressivamente semplificato, tanto che oggi la procedura risulta essere, per la maggior parte dei casi, automatica: basta che il richiedente abbia un’attestazione ISEE valida sotto la soglia prevista (che per il 2026 è fissata a 9.796 euro, salvo per le famiglie numerose dove il limite sale a 20.000 euro) affinché lo sconto venga applicato direttamente in fattura dall’operatore energetico, senza necessità di compilare moduli aggiuntivi.

La stretta sul telemarketing e la nullità dei contratti

Tra le novità che hanno destato maggiore interesse, frutto di emendamenti approvati in sede referente, c’è la stretta definitiva sulle pratiche di telemarketing aggressivo nel settore energetico. La nuova normativa, che entrerà in vigore a sessanta giorni dalla pubblicazione, impone un divieto pressoché totale di sollecitazioni commerciali telefoniche finalizzate alla conclusione di contratti di fornitura di luce e gas se non sussiste un preventivo consenso esplicito da parte dell’utente. Nello specifico, il professionista potrà contattare il consumatore solo se quest’ultimo ha effettuato una richiesta diretta tramite i canali informatici dell’azienda o se si tratta di un cliente già in portafoglio che ha espresso un consenso specifico per ricevere proposte commerciali. La conseguenza più rilevante, per i trasgressori, è la nullità dei contratti stipulati in violazione di queste disposizioni; inoltre, l’Agcom acquisirà il potere di ordinare la sospensione delle linee telefoniche utilizzate per le chiamate indesiderate, mentre il Garante della privacy potrà avviare istruttorie su segnalazione degli utenti.

Le ricadute operative per il settore delle rinnovabili

Non mancano, nel complesso mosaico del provvedimento, disposizioni che incidono sul futuro delle rinnovabili, sebbene queste siano oggetto di richieste di chiarimento da parte degli operatori. L’articolo 7 del decreto, che introduce nuove regole per la connessione alla rete e il meccanismo di overbooking per i punti di connessione in saturazione, ha spinto associazioni di categoria come Italia Solare a chiedere a Terna un “manuale d’istruzioni” operativo per evitare incertezze applicative e disallineamenti tra le tempistiche autorizzative e quelle tecniche. Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata di Terna, ha in proposito osservato come la norma, se da un lato acceleri i processi e semplifichi le procedure amministrative per una pianificazione più efficiente del capitale, dall’altro necessiti di essere accompagnata da un quadro applicativo chiaro per facilitare l’integrazione degli impianti green.

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