Il polso non serve più: Swatch e Audemars Piguet lanciano il Royal Pop, orologio da tasca in otto colori

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Basta guardare il polso per capire l’ora, o meglio, basta limitarsi a quello. La nuova frontiera dell’orologeria, quella ibrida che mescola l’alta horlogerie con la cultura pop più sfacciata, passa ora per la tasca dei pantaloni, per una borsa o per un cordino annodato al collo. È questa la rivoluzione silenziosa – ma per nulla inaspettata – firmata Audemars Piguet e Swatch: la collezione “Royal Pop”, presentata a Biel nel maggio del 2026, riscrive letteralmente il modo in cui un segnatempo può (e forse deve) essere vissuto, allontanandosi dal polso per abbracciare una libertà modulare che sa di concept più che di semplice accessorio.

La capsule, composta da otto modelli realizzati in Bioceramic, non è certo l’ennesima declinazione di un orologio da polso in edizione limitata. Qui, il riferimento estetico è immediato e iconico: la cassa ottagonale e le otto viti esagonali della leggendaria Royal Oak – quel modello che Audemars Piguet lanciò nel lontano 1972 – vengono rilette attraverso la lente ironica e cromatica dello Swatch POP, il guardaroba accessibile e spiritoso che aveva caratterizzato gli anni Ottanta. Ne nasce un oggetto da tasca, certo, ma che di tradizionale ha ben poco, considerando che il meccanismo, protetto da un doppio fondello in zaffiro, si può agganciare e sganciare dalla sua base grazie a un sistema a scatto (un “Clack!” secco, come anticipato dai teaser) che ne permette l’utilizzo più disparato.

E se l’occhio cade subito sulle geometrie ispirate alla Pop Art di Andy Warhol o Roy Lichtenstein – con quadranti che vanno dal bianco “Huit Blanc” al rosa shocking “Otto Rosso”, fino al dualismo grafico di “Ocho Negro” – è dentro la cassa che si consuma la vera sorpresa tecnica. Gli ingegneri, consapevoli del clamore suscitato in passato dal MoonSwatch, hanno stavolta deciso di stravolgere il movimento. Non troviamo l’automatico, bensì una versione completamente riprogettata del calibro SISTEM51, stavolta a carica manuale; scelta obbligata, quasi didattica, per un orologio che non gode del movimento naturale del polso. Questo meccanismo, forte di ben 15 brevetti attivi, regala una riserva di carica impressionante di 90 ore, visibile attraverso il fondello trasparente dove, incastonata nel bariletto, si cela una piccola chicca: i fori che indicano il livello di carica diventano dorati quando la molla è al massimo della sua energia, tornando grigi quando è il momento di dare nuovamente corda alla chimera.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.