Wembanyama stende i Suns, gli Spurs tornano ai playoff dopo sei anni
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Redazione Sport
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Nel silenzio irreale del Frost Bank Center, dove ogni singolo respiro dei 18.000 spettatori sembrava sospeso in attesa di un verdetto, Victor Wembanyama ha preso palla a un secondo dalla fine. La meccanica del suo tiro – quel rilascio dal alto che sfida ogni legge della fisica – è stata fluida come nei mille allenamenti ripetuti negli anni; la palla è scesa nella retina con una dolcezza quasi crudele per i Phoenix Suns, fissando il punteggio sul 101-100 che vale molto più di una semplice vittoria di regular season. Per i San Antonio Spurs, infatti, quel canestro rappresenta la chiave di volta di un’intera era: la fine di un digiuno playoff che durava da sei stagioni, il ritorno nel tabellone che conta per la prima volta dall’ormai lontano 2019.
L’azione decisiva, come raccontato dallo stesso Wembanyama nel dopo partita, è nata da una combinazione di lettura difensiva e fiducia cieca nei meccanismi della squadra. “Abbiamo eseguito lo schema, e De’Aaron [Fox] ha reagito nel modo giusto, quasi anticipando le mosse della difesa,” ha spiegato il centro francese, sottolineando come la semplicità sia stata l’arma migliore in una situazione di pressione massima. La volontà di non complicare le cose, di attendere il momento esatto per rilasciare il tiro – tenendo conto del cronometro ma anche della possibilità di un rimbalzo offensivo – ha trasformato un’azione potenzialmente convulsa in un capolavoro di lucidità. Non era solo un canestro: era la certificazione che questo gruppo, cresciuto in fretta sotto la guida di Mitch Johnson, possiede quella spietata freddezza che serve nei momenti che decidono le stagioni.
A rendere ancora più epica la rimonta contro i Suns è stato il contesto in cui si è sviluppata: una partita sporca, combattuta, in cui gli Spurs hanno dimostrato di saper soffrire. Sotto di dieci punti a meno di cinque minuti dalla fine, la squadra texana ha serrato le maglie in difesa, capitalizzando anche gli errori avversari dalla lunetta per riaprire il match. I 34 punti e i 12 rimbalzi messi a referto dal numero 1 sono stati il motore statistico di una vittoria che, come ha ammesso lo stesso Wembanyama, “non è stata perfetta, anzi, forse sotto la media, ma è stato un buon test in questa parte dell’anno”. La consapevolezza di avere in organico uno come De’Aaron Fox, già premiato come miglior giocatore nei momenti caldi, ha dato ulteriore solidità mentale a un gruppo che ora si appresta ad affrontare la post-season con un record di 52 vittorie e 18 sconfitte, secondo miglior record nella Western Conference.
Ma la notte della NBA non ha regalato emozioni solo in Texas. A Miami, Luka Doncic ha messo in scena una performance che sfiora il surreale, confermandosi in uno stato di grazia difficilmente arginabile. Lo sloveno, dopo aver firmato 40 punti nella notte precedente contro gli Houston Rockets, ha alzato ulteriormente l’asticella mettendo a segno 60 punti nel successo dei Los Angeles Lakers per 134-126 sul parquet dei Miami Heat. Un back-to-back da cento punti in ventiquattro ore, una rarità statistica che riporta alla memoria le gesta dei più grandi realizzatori della storia, e che proietta i gialloviola verso i playoff con un’inerzia devastante, ottava vittoria consecutiva all’attivo. Con un LeBron James – che ha tagliato un altro traguardo personale arrivando a 1.611 presenze in regular season, eguagliando il record di Robert Parish – capace di offrire una tripla doppia (19 punti, 15 rimbalzi, 10 assist) con la stessa noncuranza con cui si sfida il tempo, i Lakers sembrano aver trovato nella chimica tra i due fuoriclasse la formula per un finale di stagione da protagonisti.
Il peso della gioventù: il futuro azzurro si raduna a Novarello
Mentre i campioni della NBA si giocano il palcoscenico mondiale, il movimento cestistico italiano guarda al futuro con la consueta attenzione ai dettagli. Il Centro Sportivo di Novarello, a Granozzo con Monticello, si prepara ad accogliere dal 2 aprile i 20 ragazzi convocati per il primo raduno dell’anno della Nazionale Under 17. Un appuntamento tradizionale ma carico di significato, perché sarà il banco di prova iniziale in vista dell’impegno estivo più importante: il Mondiale di categoria in programma a Istanbul dal 27 giugno al 5 luglio. A guidare questo gruppo di giovani promesse sarà coach Michele Catalani, chiamato a lavorare su schemi e automatismi in tre giorni di allenamenti intensivi, con l’obiettivo di gettare le basi per un percorso di crescita che dovrà portare gli Azzurrini a competere al massimo livello internazionale in Turchia.




