Mbappé, il tifo per l'amico Hakimi: a Rabat con la sua maglia a guardare il Marocco

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre sul rettangolo verde del Prince Moulay Abdallah Stadium andava in scena la seconda giornata della fase a gironi della Coppa d’Africa, con il Marocco impegnato contro il Mali nella ricerca di una vittoria che avrebbe significato il passaggio diretto agli ottavi, dalle tribune arrivava un’immagine destinata a fare il giro del mondo. Seduto tra il pubblico, Kylian Mbappé, la stella del Real Madrid fresca di trasferimento dalla Francia, non era lì come semplice osservatore di un match internazionale. Indossava, con una naturalezza che ha sorpreso pochi, la maglia numero 2 della nazionale marocchina, quella di Achraf Hakimi, in quello che è apparso subito come un gesto di sostegno pubblico e di affetto privato, un messaggio al di là delle righe di un campo da gioco.

Un legame che supera le distanze

Le carriere dei due, dopo anni di convivenza nell’esperienza parigina al Psg, dove hanno condiviso vittorie e sconfitte giocando fianco a fianco in oltre cento partite, hanno preso strade diverse. Mbappé, che ora milita nel club della capitale spagnola, e Hakimi, rimasto a Parigi, si sono ritrovati a competere in campionati e contesti separati da centinaia di chilometri. Una separazione professionale che, però, non sembra avere scalfito la profondità del loro rapporto personale, fatto di una complicità nata dentro gli spogliatoi e coltivata al di fuori di essi, lontano dai riflettori più invadenti. La scelta di Mbappé di recarsi a Rabat in un momento di pausa del campionato spagnolo, per assistere non a una finale ma a una partita della fase a gironi, assume quindi un significato preciso, che va oltre il semplice interesse sportivo per la competizione continentale.

Il contesto della partita e il gesto simbolico

Sul campo, intanto, la squadra allenata da Regragui cercava di confermare il buon avvio avuto contro le Comore, schierando ancora una volta titolare il centrocampista Roman Aynaoui. A lui, insieme ad Amrabat e Ounahi, era affidato il compito di controllare il centrocampo nel modulo a tre voluto dal tecnico, in una partita equilibrata e decisiva per le sorti del girone. Mentre l’attenzione dei tifosi marocchini era tutta per le vicende in campo, le telecamere, quasi inevitabilmente, hanno catturato più volte la presenza dell’illustre ospite, immortalando il dettaglio della maglia indossata. Quel gesto, semplice e diretto, ha immediatamente trasformato Mbappé da superstar globale in tifoso per una sera, in un sostenitore che guarda e incoraggia un amico, al di là delle bandiere e delle appartenenze nazionali che di solito dividono il pubblico negli stadi.

Un'amicizia sotto i riflettori

Quello tra il fuoriclasse francese e il terzino marocchino è un legame che ha spesso travalicato i confini del privato, diventando a più riprese materia di cronaca rosa e non solo, ma mantenendo sempre una genuinità percepibile. Non è la prima volta che i due danno pubblicamente prova della loro vicinanza, scambiandosi messaggi sui social network o frequentandosi nelle rispettive città. Trovarsi fisicamente allo stadio, in un contesto così ufficiale e carico di significato nazionale per Hakimi e per il suo paese, rappresenta però un passo ulteriore, una dichiarazione di affetto resa in un teatro pubblico internazionale. Un’immagine che, mentre il gioco proseguiva, ha raccontato una storia parallela fatta di legami umani che resistono alle logiche, spesso spietate, del calcio moderno e dei suoi mercati.

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