Le borse Ue riprendono fiato, Milano rimbalza del 2,4% dopo il crollo sui dazi
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Redazione Economia
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Non è ancora chiaro se quello di ieri sia stato un semplice rimbalzo tecnico – il cosiddetto rimbalzo del gatto morto – o l’inizio di una timida inversione di tendenza. Ma dopo tre sedute di pesanti perdite, aggravate dall’annuncio dei nuovi dazi statunitensi, i mercati europei hanno finalmente trovato un respiro. Piazza Affari, in particolare, ha chiuso con un +2,4%, dopo aver toccato durante la giornata un picco del +3,5%, trainata dall’apertura positiva di Wall Street. Un segnale che, seppur fragile, interrompe l’emorragia che aveva bruciato migliaia di miliardi di capitalizzazione a livello globale.
Il Ftse Mib future, con scadenza giugno 2025, ha toccato i 31.850 punti per poi risalire verso quota 33.300, sfruttando una condizione di ipervenduto sul breve termine. Eppure, nonostante il recupero, gli indicatori tecnici restano negativi, con i segnali direzionali ancora orientati al ribasso. La cautela, dunque, rimane d’obbligo, soprattutto in vista dell’entrata in vigore delle nuove tariffe doganali statunitensi, previste per oggi, 9 aprile, con aliquote minime del 10% e soglie differenziate per i vari Paesi.
Donald Trump, dal canto suo, non ha mostrato aperture, limitandosi a dichiarare di attendere una «telefonata» dalla Cina per avviare trattative. Eppure, i mercati – almeno quelli europei – hanno reagito con un’insolita vivacità: Londra ha chiuso con un +2,78%, Francoforte con un +2,93% e Parigi con un +2,50%. Anche l’euro, dopo giorni di altalene, si è stabilizzato a 1,0918 contro il dollaro, seppur in un contesto ancora segnato da forte volatilità.




