Shamsul Islam e il ricorso alla Corte Ue sul decreto "Paesi sicuri"
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Redazione Interno
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Shamsul Islam, un trentenne originario del Bangladesh, si trova al centro di una controversia legale che ha portato il Tribunale di Bologna a interpellare la Corte di giustizia europea. La sua storia, segnata da povertà, malattia e debiti usurari, lo espone a gravi pericoli qualora fosse rimpatriato. Islam ha presentato ricorso contro il diniego della protezione internazionale emesso dalla Commissione territoriale di Forlì, sostenendo che il Bangladesh non può essere considerato un Paese sicuro per tutti i suoi cittadini.
Il decreto del governo Meloni, che individua 19 Paesi sicuri, tra cui il Bangladesh, è stato messo in discussione dal Tribunale di Bologna. La corte ha sollevato dubbi sulla conformità del decreto con le sentenze e le direttive europee, che stabiliscono che i casi debbano essere valutati singolarmente dal giudice incaricato. Inoltre, un Paese non può essere considerato sicuro se anche solo una piccola minoranza di cittadini è a rischio.
La vicenda di Islam ha suscitato un acceso dibattito, con il Tribunale di Bologna che ha rinviato il provvedimento alla Corte di giustizia europea per chiarire le condizioni necessarie per definire un Paese sicuro. Islam, che attualmente risiede a Ravenna, ha dichiarato di essere disposto a fare qualsiasi lavoro pur di non tornare in Bangladesh, dove teme di essere incarcerato o peggio.
Il recente decreto sui "paesi sicuri", attualmente all’esame del Senato, mira a rendere operativi i centri di identificazione in Albania. Tuttavia, il concetto di "Paese sicuro" ha generato uno scontro tra il governo e i giudici, con il Tribunale di Bologna che ha sollevato la questione alla Corte di giustizia europea.




