Roberta Bertacchi, riesumata la salma: il Ris esamina gli stivali e torna sul balcone di Casarano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La salma di Roberta Bertacchi è stata riesumata nel pomeriggio del 20 ottobre nel cimitero di Ruffano. Gli specialisti del Ris di Roma hanno prelevato dal feretro gli stivali neri che la 26enne indossava quando fu trovata impiccata sul balconcino della sua abitazione a Casarano, la mattina del 6 gennaio 2024, con una sciarpa del Casarano Calcio stretta attorno al collo.

Le calzature saranno al centro di una comparazione tecnica: forma e dimensioni delle suole verranno confrontate con le impronte repertate sulla pensilina in policarbonato sottostante il balcone e sulla porta d’ingresso dell’appartamento di via del Lavoro.

Un incidente probatorio dopo il no all’archiviazione

Gli accertamenti disposti dal gip di Lecce Francesco Valente rientrano in un incidente probatorio nato dall’opposizione della famiglia della vittima alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Lo scorso maggio il giudice aveva respinto quell’istanza, parlando di una dinamica ancora oscura e ordinando nuove indagini. La magistratura ha quindi ritenuto necessario acquisire elementi tecnici non ripetibili, a partire proprio dalle calzature con cui la giovane era stata sepolta.

Nella mattinata del 21 ottobre i carabinieri del Ris hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione di Casarano, con l’obiettivo di ricostruire i passaggi precedenti il ritrovamento del corpo.

Le chat e l’ipotesi della relazione tossica

A disporre la dissepoltura è stata la magistratura dopo gli esiti dell’esame del materiale telefonico. Dall’analisi dei messaggi scambiati tra Roberta e il fidanzato Davide Falcone, 36 anni, è emerso il quadro di un rapporto turbolento, segnato da conflitti continui. Falcone è indagato per istigazione al suicidio in relazione alla morte della compagna; si trova agli arresti domiciliari per un’altra inchiesta legata allo spaccio di droga e il 5 novembre dovrà comparire in tribunale per rispondere dell’accusa di maltrattamenti nei confronti della giovane.

Le indagini sono coordinate dalla pubblico ministero Rosaria Petrolo. L’avvocato Luciano De Francesco, che assiste i familiari insieme a Silvia Romano, ha richiamato il contenuto delle conversazioni: «Ci aspettiamo da questi accertamenti una verità più chiara, tenuto conto del travagliato vissuto della coppia e delle sofferenze di Roberta, precipitata in una relazione tossica, come d’altra parte si evince dalle chat».

Il calcio alla porta e i dubbi della madre

Tra gli elementi che la difesa della famiglia ritiene meritevoli di approfondimento c’è il racconto di alcuni testimoni, secondo i quali poco prima del ritrovamento del corpo qualcuno avrebbe sferrato un calcio alla porta d’ingresso dell’appartamento. Il confronto tra le suole degli stivali e i segni lasciati su quella superficie servirà a verificare eventuali compatibilità. La madre di Roberta, Marina Bonomo, ha affidato al proprio dolore parole nette: «Il cuore è a pezzi. Siamo afflitti dal dolore per la perdita di Roberta, una piaga insanabile, appesantita da tanti dubbi su quella morte». Ha poi aggiunto che le circostanze da chiarire non portano a una rassegnazione passiva, ma lasciano i familiari perplessi e prostrati.

Gli altri accertamenti e il processo in arrivo

Oltre alle calzature, i periti valuteranno la possibilità di ulteriori analisi sugli abiti della giovane e sulla sciarpa utilizzata per l’impiccagione. Nel corso del sopralluogo in casa è previsto l’impiego di un drone per rilevare i luoghi, mentre è stato disposto il prelievo di un campione di saliva da Falcone per l’estrazione del Dna. La posizione dell’uomo resta distinta su due binari: da un lato l’inchiesta per istigazione al suicidio, dall’altro il procedimento per maltrattamenti che si aprirà il 5 novembre.

I risultati degli accertamenti tecnici saranno depositati nei tempi stabiliti dal giudice, che attende di capire se la tesi suicidaria possa reggere di fronte alle nuove evidenze scientifiche.

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