Il Ris di nuovo a Perinaldo, secondo sopralluogo nella casa dove sarebbe morta la piccola Beatrice

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il silenzio di Perinaldo, rotto solo occasionalmente dal rumore del vento tra gli ulivi e dal vociare sommesso degli inquirenti, è stato nuovamente interrotto nella mattinata di oggi dalla ripresa delle operazioni tecniche. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, gli stessi che nella giornata di ieri avevano trascorso oltre nove ore all'interno dell'abitazione di Emanuele I., il compagno quarantaduenne della madre indagata, hanno fatto ritorno sul posto poco prima delle dieci. Un nuovo accesso, questo, che conferma la meticolosità con la quale la Procura di Imperia, nella persona del pubblico ministero Veronica Meglio, intende procedere nell'acquisizione di ogni possibile elemento utile a ricostruire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di Beatrice, la bambina di due anni scomparsa nella notte tra l'8 e il 9 febbraio.

Si tratta, per chi indaga, di un passaggio tutt'altro che rituale. Il primo sopralluogo, protrattosi fino a tarda sera, aveva già consentito agli specialisti di repertare alcune macchie sospette, la cui natura è ora al vaglio della scientifica, e di porre sotto sequestro un impianto di videosorveglianza presente nell'immobile. La decisione di tornare nella villetta di località Montenero, dove secondo l'ipotesi accusatoria la piccola avrebbe perso la vita, suggerisce la necessità di approfondire specifici punti o di verificare ulteriori tracce che potrebbero rivelarsi decisive. Sul posto, insieme ai quattro professionisti dell'Arma, era presente anche il legale di fiducia di Emanuele I., a garanzia del corretto svolgimento delle operazioni, e la stessa pm Meglio, a sottolineare l'importanza che gli inquirenti attribuiscono a questi accertamenti.

La ricostruzione della Procura, che si va delineando con sempre maggiore chiarezza attraverso gli elementi finora raccolti, si fonda su un impianto indiziario complesso e articolato. Al centro dell'inchiesta, che vede entrambi gli adulti indagati per il reato di omicidio preterintenzionale in concorso, vi è la volontà di stabilire con precisione la genesi delle lesioni riportate dalla piccola Beatrice. L'autopsia, eseguita nei giorni scorsi dal direttore dell'istituto di medicina legale di Genova, Francesco Ventura, ha confermato la presenza di molteplici traumi sul della bimba, tra cui un serio trauma cranico, e lesioni localizzate su gambe, dorso e addome. Lesioni che, secondo i primi riscontri, sarebbero difficilmente riconducibili a una caduta accidentale, come invece sostenuto dalla madre, Manuela Aiello, attualmente ristretta nel carcere di Pontedecimo

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