Botulino a Diamante, due morti e tre indagati: riesumata la salma di una 45enne
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
A Diamante, in provincia di Cosenza, due persone sono morte dopo aver consumato un panino contaminato dal botulino, venduto da un ambulante il cui furgoncino, secondo quanto emerso, sarebbe rimasto esposto al sole per l’intera giornata. La Procura di Paola ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive, iscrivendo nel registro degli indagati il venditore ambulante e i legali rappresentanti di due aziende che avrebbero fornito gli ingredienti utilizzati per la preparazione dei prodotti incriminati.
Nelle ultime ore, la vicenda si è ulteriormente complicata con la riesumazione della salma di una 45enne residente a Praia a Mare, deceduta in circostanze sospette dopo aver consumato lo stesso alimento. Le indagini, ancora in corso, dovranno accertare se il decesso sia riconducibile alla medesima intossicazione.
Il botulismo, causato dalle tossine prodotte dal Clostridium botulinum, è un’intossicazione rara ma potenzialmente letale, che colpisce il sistema nervoso con sintomi quali paralisi muscolare, difficoltà respiratorie e disturbi visivi. La gravità della malattia dipende dalla rapidità con cui si manifestano i primi segni: più precoci sono, più severo è il decorso. Le spore del batterio, resistenti al calore, possono proliferare in ambienti privi di ossigeno, come conserve domestiche mal sterilizzate o prodotti artigianali conservati in modo inadeguato.
Nel caso di Diamante, il sospetto è che la contaminazione sia avvenuta proprio a causa delle scorrette modalità di conservazione degli alimenti, lasciati a temperature inadatte. Sebbene il botulino sia più spesso associato a conserve casalinghe, episodi come questo dimostrano come anche il cibo venduto in ambito commerciale possa rappresentare un rischio, se mancano i necessari controlli.
La Procura, intanto, procede con gli accertamenti per ricostruire la filiera produttiva e individuare eventuali ulteriori responsabilità. Le due ditte coinvolte, i cui nomi non sono ancora stati resi noti, potrebbero aver fornito materie prime contaminate o non sottoposte agli standard igienici richiesti.




