Botulino a Diamante, due morti e tre indagati: il furgone al sole e il panino fatale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Diamante, nel cosentino, due persone sono morte e una decina hanno avuto bisogno di ricovero dopo aver consumato panini contaminati da botulino, venduti da un ambulante sul lungomare. La Procura di Paola ha aperto un fascicolo, iscrivendo nel registro degli indagati tre persone per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive. Tra loro c’è il venditore che avrebbe distribuito il prodotto, mentre gli altri due sono i legali rappresentanti di aziende che fornivano gli ingredienti usati per la preparazione.

Uno dei decessi riguarda Luigi Di Sarno, la cui sorella, Mena, ha raccontato che poche ore prima di morire le aveva confidato: «Sto morendo». Era stato dimesso da una clinica dopo i primi malori, ma le sue condizioni erano precipitate rapidamente. L’altro caso è quello di una donna di 45 anni di Praia a Mare, deceduta dopo aver mangiato lo stesso panino: la salma è stata riesumata per ulteriori accertamenti.

Le indagini si concentrano sulle modalità di conservazione dei cibi. Secondo alcune ricostruzioni, il furgone usato per la vendita sarebbe rimasto esposto al sole per ore, creando le condizioni ideali per la proliferazione del batterio. Il botulino, che si sviluppa soprattutto in ambienti privi di ossigeno, può essere letale anche in minime quantità. I sintomi, che compaiono di solito entro 72 ore dall’ingestione, includono paralisi muscolare, difficoltà respiratorie e disturbi neurologici.

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