Botulino a Diamante, nove indagati dopo la morte di Di Sarno: tra loro anche cinque medici
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Redazione Interno
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Il caso delle intossicazioni da botulino legate ai panini venduti da un ambulante a Diamante, in provincia di Cosenza, si complica con l’iscrizione di nove nomi nel registro degli indagati. Tra questi, oltre al venditore e a tre responsabili di una ditta campana che distribuiva i prodotti sospetti, figurano anche cinque medici, il cui ruolo è al vaglio della procura di Paola, guidata da Domenico Fiordalisi. Le vittime, due delle quali decedute dopo aver consumato i panini farciti con salsiccia e verdure sott’olio, erano state colte da malori improvvisi, mentre altre dodici persone sono finite in ospedale.
Il furgoncino rosso del venditore, un’istituzione sul lungomare di Diamante, era noto per i panini a cinque euro, farciti con ingredienti che sembravano innocui: salsiccia affumicata, broccoli, friarielli o melanzane fritte. Quello che i clienti non potevano sapere era che alcuni di quei prodotti, conservati in modo improprio, avrebbero potuto nascondere il batterio del botulino, la cui tossina è letale anche in minime quantità. Le analisi sui campioni sequestrati e le autopsie, previste per martedì, potrebbero chiarire l’esatta dinamica della contaminazione.
Intanto, gli investigatori stanno ricostruendo la filiera dei prodotti incriminati, concentrandosi sia sulla ditta fornitrice – con sede nel Napoletano – sia sulle modalità di conservazione e vendita. Il sequestro del furgone e dei lotti sospetti è solo il primo passo, mentre resta da accertare se vi siano state negligenze mediche nel trattamento delle vittime, da cui dipende l’inserimento dei cinque professionisti tra gli indagati.




