Botulino a Diamante, un morto e nove intossicati: panini sotto accusa
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Redazione Interno
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Un uomo di 52 anni è morto e altre nove persone sono finite in ospedale – alcune in condizioni gravi – dopo aver consumato panini con salsiccia e cime di rapa acquistati da un truck food a Diamante, in provincia di Cosenza. La vittima, che stava rientrando a Napoli, si è sentita male nei pressi di Lagonegro ed è deceduta prima di poter ricevere cure mediche. Gli altri intossicati, tutti con sintomi riconducibili al botulismo, sono stati trasferiti in strutture sanitarie, dove alcuni versano ancora in prognosi riservata.
La procura di Paola, guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, ha aperto un’inchiesta anche sulla morte di una 45enne di Praia a Mare, i cui familiari hanno riferito che avrebbe mangiato uno dei panini dello stesso ambulante. Se confermato, si tratterebbe del secondo decesso legato a questa intossicazione alimentare, che riaccende i riflettori sui rischi del botulismo, una malattia rara ma potenzialmente letale.
La tossina botulinica, prodotta dal batterio Clostridium botulinum, agisce bloccando la trasmissione neuromuscolare, portando a una paralisi progressiva che, nei casi più gravi, può compromettere la respirazione. Nonostante i progressi nella terapia – che oggi riducono la mortalità al 3%, contro il 70% del secolo scorso – la prevenzione resta cruciale. «Il botulismo è legato soprattutto a conserve preparate in modo non sicuro», spiega Fabrizio Anniballi, responsabile del Centro nazionale di riferimento per il botulismo.




