Bologna, il sindaco Lepore accusa il Viminale dopo la guerriglia per Virtus-Maccabi
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Redazione Sport
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All'indomani di una serata segnata da guerriglia urbana e scontri, che hanno portato al ferimento di sedici agenti e al fermo di quindici persone, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha scelto di aprire un conflitto istituzionale, scaricando le responsabilità sul ministero dell'Interno. Il primo cittadino, in un attacco diretto al ministro Matteo Piantedosi, ha dichiarato di volergli mandare la fattura per i danni, stimati in almeno centomila euro, causati dai disordini. Lepore ha sottolineato come la sicurezza pubblica richieda una "leale collaborazione tra le istituzioni", una frase che, nel contesto delle sue dichiarazioni, suona più come un rimprovero che come un auspicio, lasciando intendere che questa collaborazione sarebbe venuta meno nella gestione dell'evento.
La doppia anima del corteo e gli zaini carichi
La partita di Eurolega tra la Virtus Bologna e gli israeliani del Maccabi Tel Aviv, definita "la partita della vergogna" dai manifestanti, si è infatti giocata all'interno del PalaDozza, isolato in una zona rossa. Fuori, migliaia di persone hanno espresso il loro dissenso, ma è emersa chiaramente, come ormai consuetudine in città nei cortei pro-Palestina degli ultimi mesi, quella che il sindaco ha descritto come una "doppia anima" del corteo. Uno spezzone, ha spiegato Lepore, ha cambiato volto rivelando zaini pieni di razzi e bombe carta, strumenti di una violenza premeditata che nulla aveva a che fare con la protesta politica.
Le scuse del sindaco e la replica del governo
Mentre le forze dell'ordine si fronteggiavano per ore con i manifestanti più violenti, mettendo a ferro e fuoco le strade tra via Marconi e via Indipendenza, si consumavano scene di guerriglia che hanno sconvolto la città. "Bisogna chiedere scusa ai cittadini bolognesi di fronte alle scene di guerriglia cui abbiamo assistito. Siccome nessuno delle istituzioni l'ha fatto, chiedo scusa io", ha affermato il sindaco, assumendosi un gesto che, però, è stato immediatamente seguito dall'accusa al Viminale. Una mossa che non è passata inosservata al governo, con il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni che ha bollato le parole di Lepore come "accuse gravi", evidenziando il solco sempre più profondo tra l'amministrazione locale e l'esecutivo.
La violenza annunciata e il lavoro delle forze dell'ordine
Dalle ricostruzioni emerge il quadro di una violenza in qualche modo annunciata, con gruppi che, ormai da tempo, sfruttano le occasioni di protesta con il puro intento di seminare il caos. A farne le spese, come sempre accade, sono state le forze dell'ordine e i cittadini incolpevoli che si sono trovati lungo il percorso del corteo. Sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico si è espresso il segretario del Siulp, che ha elogiato la Polizia di Stato per una gestione definita "esemplare, equilibrata e professionale", sottolineando come il loro operato abbia scongiurato esiti ancor più tragici in uno scenario di "guerriglia" dove era in gioco, secondo le sue parole, l'evitare una "strage".




