Eurovision 2026, trionfa la Bulgaria: Italia quinta con Sal Da Vinci

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’Eurovision 2026 si chiude con la vittoria della Bulgaria, che conquista per la prima volta nella sua storia il microfono di cristallo grazie a Dara e al brano “Bangaranga”, capace di raccogliere 516 punti e staccare nettamente il resto della classifica finale. Sul palco della Wiener Stadthalle di Vienna, la cantante bulgara ha ribaltato i pronostici della vigilia, in una finale che ha visto l’Italia partire con ambizioni da podio prima di rallentare nella fase decisiva del televoto. Sal Da Vinci, accolto con entusiasmo dopo la sua esibizione, ha terminato la competizione al quinto posto, penalizzato proprio dal voto del pubblico nonostante il buon riscontro ottenuto dalle giurie nazionali.

Alle spalle della Bulgaria si è piazzato Israele con 343 punti, in una serata segnata anche dai fischi arrivati dalla platea durante il televoto legato alla performance israeliana. Sul podio anche la Romania, mentre la top ten finale ha confermato l’equilibrio di un’edizione caratterizzata da continui cambi di scenario. Le giurie nazionali avevano inizialmente premiato Dara con largo margine, davanti all’australiana Delta Goodrem con “Eclipse”, al danese Søren Torpegaard Lund con “Før vi går hjem”, alla francese Monroe con “Regarde!” e ai favoriti della vigilia, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen con “Liekinheitin”. La classifica definitiva, però, è stata modificata dal peso del televoto, che ha ridisegnato le posizioni nella parte alta della graduatoria.

Dara porta la Bulgaria alla prima vittoria all’Eurovision

La vittoria di Dara rappresenta un risultato storico per la Bulgaria, che non aveva mai conquistato il successo all’Eurovision Song Contest. La cantante, nata a Varna il 9 settembre 1998 con il nome di Darina Nikolaeva Jotova, è una delle figure pop più conosciute del panorama musicale bulgaro e aveva già raggiunto la notorietà nel 2015 grazie alla partecipazione alla versione bulgara di X Factor, conclusa con il terzo posto in finale. Con “Bangaranga” è riuscita a trasformare un brano dato inizialmente come outsider nel pezzo simbolo della manifestazione, imponendosi sia nel giudizio delle giurie sia nella percezione generale maturata durante la settimana viennese.

La finale di Vienna ha consolidato l’immagine di un’edizione piena di sorprese, nella quale diversi favoriti annunciati non sono riusciti a rispettare le aspettative. La Bulgaria, che alla vigilia non occupava stabilmente le prime posizioni nei pronostici dei bookmaker, ha invece costruito la propria affermazione passo dopo passo, sfruttando la forza della performance e il consenso raccolto tra gli addetti ai lavori. Il successo di Dara interrompe inoltre il predominio delle candidature considerate più solide nei giorni precedenti alla finale, confermando ancora una volta come l’Eurovision riesca spesso a cambiare gerarchie nel momento decisivo.

Sal Da Vinci chiude quinto dopo una finale in crescita

Per l’Italia resta il quinto posto di Sal Da Vinci, risultato che fino a poche ore prima della finale sembrava persino poter trasformarsi in qualcosa di più importante. L’artista napoletano aveva affrontato l’Eurovision 2026 con un approccio rimasto costante fin dai party di presentazione organizzati tra Londra e Amsterdam, mostrando sicurezza e una presenza scenica che aveva progressivamente attirato attenzione anche fuori dai pronostici iniziali. Dopo l’esibizione alla Stadthalle, il cantante si era lasciato andare a un momento di commozione davanti all’accoglienza del pubblico, ricevendo anche i complimenti di Adriano Celentano.

Il quinto posto finale viene raccontato come un risultato che, pur lontano dal podio, non assume i contorni della delusione. Sal Da Vinci non figurava infatti tra i grandi favoriti indicati dai bookmaker, che avevano concentrato l’attenzione soprattutto sui concorrenti scandinavi, australiani e greci. La sua crescita durante la settimana eurovisiva aveva però modificato le aspettative attorno alla candidatura italiana, fino a far immaginare un possibile ingresso nelle prime tre posizioni. Il televoto ha invece frenato la rimonta, lasciando l’Italia fuori dal podio ma confermando comunque una presenza competitiva nella parte alta della classifica finale dell’Eurovision 2026.

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