Taremi, l’eroe dell’Iran che all’Inter fatica a esprimersi
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Redazione Sport
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Mentre i riflettori internazionali si accendevano sull’Asia, Mehdi Taremi ha dimostrato ancora una volta perché, nonostante le difficoltà in nerazzurro, rimane un punto fermo per la sua nazionale. L’attaccante dell’Inter, reduce da una stagione opaca in Italia, ha firmato una doppietta decisiva contro l’Uzbekistan, garantendo all’Iran l’accesso al Mondiale 2026. Un pareggio per 2-2 che vale più di una vittoria, frutto di una prestazione in cui il bomber, nonostante i problemi fisici degli ultimi mesi, ha saputo imporsi con una classe e una determinazione che in Serie A, finora, sono apparse solo a tratti.
Amir Ghalenoei, ct della selezione iraniana, non ha nascosto la sua ammirazione per un giocatore che, pur non essendo al top della condizione, ha scelto di esserci a tutti i costi. "Un grande calciatore deve dare tutto, tecnicamente e fisicamente – ha sottolineato – Taremi, pur non essendo al cento per cento e rischiando di compromettere la stagione, ha giocato per la gente." Parole che suonano come un riconoscimento del valore di un atleta capace, in maglia nazionale, di superare i propri limiti.
Eppure, il contrasto tra il Taremi iraniano e quello interista resta marcato. Se con la casacca del Team Melli incarna la figura del trascinatore – autore di gol spettacolari, come il sublime strike al volo di ieri – in Italia le sue prestazioni hanno spesso deluso. Tre reti in 34 partite sono numeri che pesano, soprattutto in una squadra che cerca alternative convincenti a Lautaro Martínez e Marcus Thuram. Simone Inzaghi, alla ricerca di una svolta in attacco, potrebbe non considerarlo più un tassello centrale, nonostante il suo contratto in scadenza nel 2025.
Quello che accade a Taremi quando indossa la maglia dell’Iran resta un mistero. Forse è la pressione minore, forse la fiducia incondizionata di cui gode, o semplicemente la voglia di riscattarsi lontano dai riflettori più critici. Fatto sta che, mentre in Serie A sembra un fantasma, con la nazionale diventa l’uomo dei momenti decisivi. La doppietta di ieri non è stata solo una questione di tecnica, ma di carattere: ha giocato col dolore alla coscia, ha sopportato la fatica, ha trasformato un match complicato in una serata di gloria.




