Partite Iva, al via il concordato preventivo per il biennio 2025-2026: istruzioni e novità

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con l’entrata in vigore del decreto correttivo (Dlgs 81/2025), si apre la fase operativa per l’adesione al concordato preventivo biennale, strumento pensato per agevolare imprese, professionisti e artigiani nel regolarizzare i propri obblighi fiscali. A chiarire modalità e condizioni è la circolare 9/E/2025, firmata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone, che unisce una sezione generale a un aggiornamento delle Faq già pubblicate in precedenza.

Tra le novità più significative introdotte dal provvedimento figurano i tetti agli incrementi di reddito, modificati proprio per incentivare le adesioni al concordato 2025-2026. Il meccanismo, riservato a chi applica gli Indici sintetici di affidabilità (Isa), punta a semplificare gli adempimenti per i contribuenti, riducendo gli oneri burocratici e prevedendo un sistema di calcolo più lineare. La circolare, suddivisa in due parti, fornisce istruzioni dettagliate sulle scadenze e sulle procedure da seguire, compresa l’opzione per l’adesione semplificata, già sperimentata nelle edizioni precedenti.

Non mancano, tuttavia, alcune precisazioni tecniche, come quelle relative alla documentazione da presentare e ai criteri per accedere ai benefici. Il concordato, che rientra tra gli strumenti di compliance spontanea, permette di regolarizzare la posizione fiscale senza incorrere in sanzioni, a patto di rispettare i parametri stabiliti. La guida operativa affronta anche dubbi ricorrenti tra i contribuenti, come quelli legati alla compatibilità con altri regimi agevolati o alla corretta compilazione dei modelli.

L’Agenzia delle Entrate, del resto, ha voluto evitare ambiguità, fornendo un quadro il più possibile chiaro, sebbene la complessità normativa richieda spesso approfondimenti specifici. Restano fuori dal perimetro del concordato, ad esempio, i soggetti che non rientrano nei requisiti Isa, per i quali continuano a valere le ordinarie disposizioni in materia di accertamento.

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