Il bronzo mondiale di Aouani, dalla periferia di Milano al podio di Tokyo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Iliass Aouani, ingegnere milanese nato a Fkih Ben Salah, in Marocco, nel 1995, ha consegnato all’atletica italiana una medaglia che sa di riscatto e di storia, conquistando il bronzo nella maratona dei Mondiali di Tokyo. Un traguardo, il suo, che non è solo il coronamento di un sogno personale ma anche il simbolo di un percorso umano e sportivo iniziato nelle case popolari di Ponte Lambro, dove si era trasferito all’età di due anni per ricongiungersi con il padre.

La sua gara, condotta con intelligenza tattica e una determinazione fuori dal comune, si è conclusa con il tempo di 2h09’53, appena cinque secondi dietro il duello vinto allo sprint dal tanzaniano Alphonce Simbu sull’tedesco Amanal Petros. Quella di Aouani, inconfondibile con la sua bandana nera, è la quarta medaglia per l’Italia in questa rassegna iridata, un risultato che eguaglia già il bottino dell’intera edizione precedente di Budapest e che riporta un azzurro sul podio mondiale della specialità dopo ventidue anni di attesa.

La sua storia atletica, iniziata nel 2011 sotto la guida esperta di Claudio Valisa – già tecnico del campione Gennaro Di Napoli – presso il campo di San Donato Milanese, ha trovato il suo primo sigillo importante nel 2014 con la vittoria del titolo tricolore juniores dei 5000 metri con l’Atletica Riccardi. Un talento per le lunghe distanze che, coltivato con sacrificio, ha trovato la sua piena espressione sulla distanza regina.

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