Inps, novità contributive per lavoratori autonomi e domestici nel 2026
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Redazione Economia
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Con due circolari emesse in parallelo all'inizio di febbraio, l'Istituto nazionale di previdenza sociale ha definito il quadro dei versamenti obbligatori per l'anno in corso, aggiornando sia le aliquote per la gestione separata sia i valori orari per il lavoro domestico, in un contesto in cui la digitalizzazione dei pagamenti, ormai consolidata, prosegue il suo corso eliminando i supporti cartacei. Le variazioni, che si applicano a un panorama estremamente frammentato di professionisti e collaboratori, sono state calcolate, come da prassi, sulla base di parametri economici precisi, i quali, se da un lato garantiscono l'adeguamento del sistema pensionistico, dall'altro introducono degli oneri che i datori di lavoro, siano essi privati cittadni o aziende, dovranno sostenere secondo scadenze ben precise.
Le nuove aliquote per la gestione separata
Nello specifico, la circolare numero 8 del 3 febbraio ha stabilito i tassi contributivi per i soggetti iscritti alla cosiddetta gestione separata, i quali, com'è noto, comprendono una vasta gamma di figure professionali non dipendenti. Per i liberi professionisti che non risultano assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, l'aliquota da applicare sale al 26,07%, mentre per i collaboratori, la cui posizione è spesso oggetto di inchieste giudiziarie volte a chiarirne il reale inquadramento, la percentuale si articola su due livelli: si applica il 35,03% per coloro per i quali è previsto il contributo aggiuntivo DIS-COLL, e il 33,72% per gli altri. Una quota significativamente inferiore, pari al 24%, è invece riservata a coloro che sono già titolari di una pensione o di un'altra tutela obbligatoria, una categoria in crescita considerato l'innalzamento dell'età lavorativa.
L'aumento per colf, badanti e baby sitter
Parallelamente, con la circolare numero 9 della stessa data, l'Inps ha comunicato i nuovi importi contributivi orari per il lavoro domestico, un settore che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie e su cui, purtroppo, non mancano episodi di cronaca nera legati allo sfruttamento, che le forze dell'ordine continuano a contrastare. L'incremento, di circa tre centesimi di euro l'ora, deriva direttamente dalla variazione dell'indice dei prezzi al consumo registrata dall'Istat tra il 2024 e il 2025, che si è attestata all'1,4%; un aggiustamento tecnico che, seppur minimo nella singola unità di tempo, può tradursi in un costo aggiuntivo non trascurabile sul totale trimestrale, specie per quelle situazioni in cui l'assistenza, come nel caso di badanti per anziani non autosufficienti, è un servizio continuativo e indispensabile.
Scadenze e modalità di versamento
Le novità riguardano anche le procedure, confermando la definitiva scomparsa dei bollettini cartacei a favore del sistema PagoPA. Per il lavoro domestico, la prima scadenza utile è fissata al 10 aprile, mentre per i contribuenti della gestione separata valgono le consuete scadenze trimestrali. Resta invariato, e da inserire nel medesimo circuito di pagamento con il codice identificativo F2, il contributo per l'assistenza contrattuale Cassacolf, un elemento che si somma al calcolo complessivo dei doveri contributivi. Si tratta di adempimenti che, sebbene possano apparire meramente burocratici, costituiscono il fondamento della tutela previdenziale per una fetta consistente di lavoratori, il cui futuro pensionistico dipende dalla regolarità e dalla correttezza di questi versamenti.
L'Inps aggiorna le aliquote per la gestione separata dei lavoratori autonomi e i contributi orari per colf e badanti per il 2026, con aumenti legati all'inflazione e scadenze da rispettare tramite PagoPA.




