Gaza, ucciso un operatore di Msf in un attacco durante la distribuzione di aiuti. Onu: "613 morti in un mese"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Abdullah Hammad, che aveva lavorato con Medici Senza Frontiere fino al 30 giugno, è stato ucciso il 3 luglio dalle forze israeliane a Gaza mentre aspettava l’arrivo dei camionisti umanitari. L’organizzazione, denunciando l’accaduto, ha precisato che l’uomo faceva parte di un gruppo deliberatamente preso di mira senza preavviso. Con lui, salgono a dodici gli operatori di Msf morti dall’inizio del conflitto.

Intanto, l’Onu ha reso noto che, dalla fine di maggio, almeno 613 palestinesi sono stati uccisi durante le operazioni di distribuzione degli aiuti, di cui 509 nelle vicinanze dei centri gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Stati Uniti e Israele. Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto commissariato per i diritti umani, ha affermato che, sebbene non sia stato possibile attribuire ogni singolo episodio, "è chiaro che l’esercito israeliano ha bombardato e sparato contro civili in cerca di cibo". Non è stato tuttavia specificato quanti siano morti direttamente nei punti di distribuzione e quanti invece lungo le rotte dei convogli.

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