Natale 2025: con la tredicesima arriva una spinta ai consumi da quasi 50 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le famiglie italiane si apprestano a vivere un Natale dalle cifre significative, nonostante il budget individuale destinato ai doni resti, tutto sommato, invariato. Come rileva Confcommercio, la capacità pro capite di spesa si attesta infatti su 211 euro, un aumento di un solo euro rispetto ai 210 del 2024. La differenza sostanziale, che promette di rendere le festività più ricche di regali, risiede nell’ammontare complessivo delle tredicesime che verranno destinate ai consumi: un monte di 49,9 miliardi di euro, ben 2,4 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Una parte di questa dinamica, va osservato, è stata alimentata dalla cosiddetta Black Week, conclusasi da poco, la quale ha già generato un giro d’affari stimato in 5 miliardi con un incremento del venti per cento. L’associazione di categoria, nel presentare i dati, fa riferimento a un contesto economico generale che appare favorevole, segnato da un’inflazione sotto controllo, da livelli occupazionali ai massimi storici e da un reddito disponibile in crescita, elementi che nel loro insieme sostengono la propensione a spendere.

La ripartizione del bonus natalizio

Il calcolo dell’Ufficio studi di Confcommercio prende le mosse dall’ammontare complessivo delle tredicesime nette, fissato per quest’anno a 57,4 miliardi di euro. Da questa somma, che comprende le mensilità aggiuntive di pensionati e lavoratori dipendenti, è necessario sottrarre gli accantonamenti che le famiglie sono solite effettuare per far fronte alle consuete scadenze di fine anno, come il saldo delle imposte sulla casa e la tassa di proprietà dell’autoveicolo. Una volta effettuata questa operazione, e dopo aver incluso anche la maggiore spesa prevista per i lavoratori indipendenti – categoria che racchiude imprenditori, liberi professionisti e autonomi – si perviene alla cifra finale di 49,9 miliardi. Queste risorse, destinate esplicitamente a beni e servizi, si tradurranno in una spesa media per nucleo familiare di 1.964 euro, con un incremento di 53 euro rispetto al 2024, mentre la quota che ogni famiglia spenderà in media nel solo periodo festivo è stimata in 1.064 euro, in crescita del 2,8 per cento.

Le ombre sui bilanci domestici

L’ottimismo dei dati macroeconomici, tuttavia, non cancella le preoccupazioni che molti cittadini affrontano nella gestione concreta del proprio portafoglio durante le feste. Con l’avvicinarsi del Natale, infatti, si moltiplicano le voci di spesa che rischiano di pesare sul bilancio domestico: dai regali, il cui prezzo medio risulta più elevato rispetto agli anni passati, ai prodotti alimentari per i cenoni, che gravano in misura crescente sullo scontrino della spesa, fino ai costi per gli spostamenti, spesso soggetti a rincari proprio nei periodi di maggiore affluenza. Si tratta di un carico finanziario non indifferente, che richiede una pianificazione attenta e, in molti casi, l’adozione di strategie volte a contenere le uscite senza rinunciare alla qualità della festa.

Consigli pratici per una spesa oculata

Proprio per far fronte a queste esigenze, gli esperti suggeriscono alcuni accorgimenti pratici che possono alleviare la pressione sui conti familiari. Per quanto riguarda gli addobbi, ad esempio, optare per decorazioni durevoli e riutilizzabili oppure per luci a basso consumo energetico dotate di timer permette di abbattere i costi nel lungo periodo, trasformando un acquisto occasionale in un investimento per diversi anni. Sul fronte dei viaggi, una pianificazione che eviti gli orari e i giorni di massimo affollamento può tradursi in risparmi sensibili su biglietti e sistemazioni. Queste indicazioni, sebbene apparentemente semplici, rappresentano strumenti concreti per navigare un periodo di festa che, se da un lato è sostenuto da una maggiore liquidità, dall’altro continua a presentare criticità di natura quotidiana che richiedono attenzione e una gestione oculata delle risorse disponibili.

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