Sparatoria a Monreale, fermato un 19enne: la ricostruzione della rissa che ha ucciso tre ragazzi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un banale rimprovero per la velocità eccessiva di uno scooter in pieno centro. Un’escalation di insulti, spintoni, sedie e bottiglie lanciate. Poi, all’improvviso, il crepitio degli spari: tra i 18 e i 20 colpi esplosi in pochi secondi, bossoli conficcati nelle fioriere, sul basolato, mentre la piazza si trasformava in un campo di battaglia. È questa, secondo gli inquirenti, la dinamica della sparatoria che ha insanguinato Monreale, costando la vita a tre giovani e lasciando due feriti, uno dei quali – seduto al bar con la fidanzata – estraneo alla rissa.

Nella notte, i carabinieri hanno fermato un 19enne del quartiere Zen di Palermo, ritenuto uno degli autori materiali della strage. Le indagini, ancora in corso, suggeriscono che non abbia agito da solo. La ricostruzione parla di due gruppi rivali, l’uno del posto, l’altro arrivato da Palermo, che si sono scontrati per motivi futili, trasformando una lite da movida in una carneficina. Tra le vittime, un 16enne scampato alla morte per un soffio: un proiettile gli ha sfiorato la testa, mancandola di soli tre centimetri.

Quello che colpisce, oltre alla ferocia dell’accaduto, è la rapidità con cui la situazione è degenerata. Da una discussione per un’imprudenza al volante si è passati, nel giro di pochi minuti, alle mani, poi alle armi. Un meccanismo di violenza che, una volta innescato, non ha lasciato scampo. I carabinieri, al lavoro fin dalle prime ore, hanno setacciato la zona, interrogato testimoni e raccolto frammenti di verità tra chi, quella sera, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

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