L’Italia nella partita europea delle materie prime critiche: quattro progetti selezionati da Bruxelles

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Per la prima volta, la Commissione europea ha adottato un elenco di 47 progetti strategici destinati a potenziare l’autonomia dell’Ue nell’approvvigionamento di materie prime critiche, fondamentali per la transizione verde, quella digitale e per settori chiave come la difesa e l’aerospazio. Tra questi, quattro iniziative italiane hanno ottenuto il via libera, posizionando il Paese in una rosa ristretta di tredici Stati membri chiamati a ridisegnare la mappa delle risorse strategiche del continente.

I progetti, tutti focalizzati sul riciclo, coinvolgono altrettante regioni: la Toscana, con l’Alpha Project di Solvay Chimica Italia per il recupero del platino da catalizzatori esausti; il Lazio, dove Itelyum Regeneration svilupperà il progetto LIFE22-ENV-IT-INSPIREE per estrarre magneti permanenti da dischi rigidi e motori elettrici; la Sardegna, con il Portovesme CRM Hub dedicato al trattamento del litio proveniente da batterie a fine vita; e il Veneto, dove Circular Materials porterà avanti RECOVER-IT, finalizzato al recupero di rame e nichel.

L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è ridurre la dipendenza da Paesi terzi, diversificando le fonti di approvvigionamento e rafforzando la filiera interna, in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e da una domanda crescente di risorse essenziali per l’industria tecnologica. L’investimento complessivo stimato per i 47 progetti ammonta a 22,5 miliardi di euro, cifra che riflette l’ambizione di creare un ecosistema europeo resiliente, capace di coniugare sostenibilità e competitività.

Quello del riciclo rappresenta un tassello cruciale, soprattutto per l’Italia, che vanta competenze consolidate nel settore. Se Solvay punta a valorizzare metalli preziosi come il palladio, Portovesme Srl mira a trasformare la Sardegna in un hub per il litio rigenerato, risorsa sempre più indispensabile per la mobilità elettrica. Intanto, nel Lazio, Itelyum lavorerà su una filiera innovativa per i magneti permanenti, mentre in Veneto si sperimenteranno tecniche avanzate per il recupero di rame e nichel, riducendo così lo sfruttamento di giacimenti primari.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.