MasterChef, la semifinale incorona Carlotta, Dounia, Matteo R. e Teo: addio ad Alessandro e Niccolò

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il verdetto è arrivato al termine di una semifinale tesissima, andata in onda giovedì 19 febbraio, che ha scolpito nella pietra i nomi dei quattro aspiranti chef pronti a giocarsi tutto nella finalissima del 5 marzo. L’episodio, l’undicesimo di questa quindicesima edizione, ha visto i sei concorrenti rimasti – Alessandro, Carlotta, Dounia, Matteo R., Niccolò e Teo – affrontare un percorso ad ostacoli studiato dai giudici Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli per mettere a nudo non solo le competenze tecniche, ma anche la resistenza psicologica e la visione culinaria di ognuno -3-8. La tensione, inutile negarlo, era palpabile già dalle prime battute, con lo sguardo dei giudici, infallibile e severo, pronto a cogliere la minima sbavatura in quella che si preannunciava come la notte più dura dell’anno.

Ad aprire le danze è stato il ritorno della chef Chiara Pavan, protagonista di una Green Mystery Box che, fedele alla sua filosofia, ha spostato l’attenzione dal semplice gusto alla sostenibilità e allo spreco energetico, obbligando i concorrenti a ragionare in termini di cotture e consumi consapevoli -3-10. Subito dopo, l’Invention Test ha alzato ulteriormente l’asticella della difficoltà: sei ingredienti tra i più estremi e pericolosi mai visti nella storia del programma sono finiti nei piatti dei malcapitati, in una prova che ha mescolato tecnica e capacità di improvvisazione -8. La vera prova del fuoco, però, è arrivata con l’attesissima esterna stagionale tra le mura del ristorante tre stelle Michelin Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona. Nel tempio guidato dallo chef Giancarlo Perbellini, i sei hanno dovuto confrontarsi con l’alta cucina, cimentandosi nella replicazione di alcuni dei suoi piatti simbolo, un’esperienza che per molti rappresentava il coronamento di un sogno, ma che per Alessandro e Niccolò si è rivelata fatale -1-6-10.

Il verdetto del Pressure Test: chi si è fermato a un passo dalla gloria

A fare la differenza, come sempre, è stato il Pressure Test finale, quello più spietato e senza appello. Sul banco degli imputati sono finiti proprio Alessandro e Niccolò, due concorrenti dai percorsi opposti ma accomunati dallo stesso, crudele epilogo. Per Niccolò Mazzanti, 35 anni, controllista di Massa con una passione viscerale per la cucina – tanto che i colleghi lo chiamavano “chef” – l’avventura si è chiusa qui, nonostante una semifinale combattuta e la determinazione che lo aveva sempre contraddistinto, lui che vive in una casa a tre piani con mamma e zia e ama trasformare i funghi raccolti nei campi in piatti genuini -1. L’altro eliminato è Alessandro, che lascia il grembiule bianco dopo aver lottato fino all’ultimo, in una serata che ha premiato invece la lucidità e la costanza di Carlotta, la grinta di Dounia e la solidità dei due Matteo, Canzi e Rinaldi.

Carlotta regina incontrastata, Dounia in crescita: le pagelle della semifinale

Se i verdetti sono stati impietosi per qualcuno, per altri la semifinale ha rappresentato una vera e propria incoronazione. Carlotta, 25 anni, disoccupata della provincia di Biella, ha dominato la scena con una prova di forza che l’ha vista emergere in tutte le sfide, guadagnandosi un dieci in pagella per la sua capacità di mantenere lucidità e tecnica anche sotto pressione, dimostrando una maturità culinaria che l’ha proiettata di diritto tra le grandi favorite per la vittoria finale -2-7. In trionfo anche Dounia, 28 anni, operatrice socio-sanitaria di Bassano del Grappa, partita in sordina ma capace di crescere esponenzialmente nel corso della puntata, riscattando le incertezze delle scorse settimane con piatti puliti e personali che le sono valsi un otto e un posto in finale tutto sudato -2-7.

Più altalenante, invece, la prova di Matteo Rinaldi, graphic designer 28enne della provincia di Bergamo, premiato per la sua astuzia strategica ma penalizzato da qualche incertezza tecnica di troppo che gli è costata un cinque in pagella -2-7. Bene, invece, Matteo Canzi, 23 anni, studente di International Marketing della Brianza, che con il suo approccio silenzioso ma concreto ha convinto i giudici a concedergli un posto all’ultimo atto. Ora per loro quattro l’appuntamento è per giovedì 5 marzo, dopo una settimana di pausa forzata per lasciare spazio al Festival di Sanremo, durante la quale andrà in onda uno speciale dedicato alle loro storie -1-6. La strada per la vittoria è spianata, ma il trono è uno solo.

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