Orio al Serio, il guasto ai radar e la nebbia paralizzano lo scalo nel pieno del ponte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un malfunzionamento tecnico improvviso, sommato alle avverse condizioni meteorologiche, ha gettato nel caos l'aeroporto di Bergamo in un momento di tradizionale intenso traffico. Il problema, che ha interessato il sistema di avvicinamento strumentale gestito da Enav, si è infatti manifestato intorno alle 18 di sabato 3 gennaio, periodo in cui molti viaggiatori si spostavano per il ponte della Befana. A complicare ulteriormente uno scenario già difficile, come ha reso noto la società di gestione, si sono aggiunte le condizioni di bassa visibilità in pista causate dalla fitta nebbia, un fenomeno non infrequente nella pianura padana in questa stagione. La combinazione di questi due elementi ha di fatto reso impossibile, per diverse ore, condurre in sicurezza le operazioni di atterraggio e decollo, costringendo le autorità aeroportuali a una drastica serie di interventi.

Il picco dei disagi tra cancellazioni e dirottamenti

Nelle ore immediatamente successive al guasto, la situazione per i passeggeri è rapidamente degenerata. Decine di voli, soprattutto quelli in arrivo, sono stati cancellati o riprogrammati, mentre altri sono stati dirottati verso scali alternativi. Malpensa, in particolare, è stata chiamata a gestire una parte significativa dell'emergenza, accogliendo oltre dieci voli tra la serata di sabato e la giornata di domenica. Questa procedura, sebbene necessaria per garantire la sicurezza, ha inevitabilmente moltiplicato i disagi per centinaia di persone, costrette a rivedere i propri piani di viaggio e a raggiungere destinazioni diverse da quelle originariamente previste. Tra i viaggiatori coinvolti nell'ingorgo aereo figurava anche la squadra di calcio della Roma, che, reduce dall'impegno di campionato disputato proprio a Bergamo, ha visto annullato il proprio volo di rientro ed è stata costretta a riorganizzare il trasferimento facendo scalo a Milano-Linate.

La riparazione notturna e le ripercussioni del giorno dopo

Nonostante il guasto tecnico al sistema di assistenza all'atterraggio sia stato riparato verso la mezzanotte tra sabato e domenica, le ripercussioni sull'operatività dello scalo si sono protratte ben oltre. L'interruzione forzata delle operazioni, infatti, aveva creato un pesante arretrato di voli e uno scompiglio negli equipaggi e negli aerei posizionati fuori base, il cui recupero richiede inevitabilmente tempo. Nella giornata di domenica 4 gennaio, pertanto, i tabelloni continuavano a registrare significativi ritardi, che interessavano circa venti decolli e una trentina di arrivi. La maggior parte di questi voli in sofferenza, stando ai dati disponibili, era operata dalla compagnia aerea low cost Ryanair, che ha una base operativa molto ampia presso lo scalo bergamasco. Tra le destinazioni colpite figurava anche Palermo, con il volo FR4969 che avrebbe dovuto raggiungere la capitale siciliana in tarda mattinata.

La lenta ritorno alla normalità in un nodo cruciale

Il ritorno alla piena normalità delle operazioni è stato dunque graduale, mettendo a dura prova la pazienza dei viaggiatori e la capacità di risposta dell'intero sistema aeroportuale. Eventi di questo genere, seppur rari, evidenziano la vulnerabilità di infrastrutture critiche quando un guasto tecnico si verifica in concomitanza con fattori esterni avversi, come le condizioni meteo. L'incidente, per sua natura circoscritto, ha avuto un impatto sproporzionato proprio perché avvenuto nel cuore di un periodo di forte movimento, dimostrando come un intoppo in un nodo di trasporto cruciale per il nord Italia possa generare un effetto a catena di difficile e lenta assorbimento. Le operazioni di recupero, che hanno impegnato personale tecnico specializzato per tutta la notte, sono state complesse e hanno richiesto un notevole sforzo organizzativo per limitare, per quanto possibile, l'entità dei disservizi.

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