Mariana Rodriguez, dall'infanzia povera a Caracas al set di "Buen Camino" con Checco Zalone

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dietro la figura radiosa che affianca Checco Zalone nella pellicola "Buen Camino" si cela una storia di resilienza, che affonda le radici in una realtà lontanissima dalle luci del cinema. Mariana Rodriguez, la fotomodella e attrice trentaquattrenne che interpreta la fidanzata del protagonista, ha infatti costruito la sua vita a Milano partendo da un'infanzia di stenti a Caracas, un percorso che l'ha portata a lasciare il Venezuela a soli diciotto anni con, come ricorda lei stessa, appena cinquanta euro in tasca. La sua famiglia d'origine, come racconta senza infingimenti, era caratterizzata da una complessità dolorosa: un padre poliziotto, ferito gravemente da un colpo di pistola al volto, che ha avuto altri quattro figli da quattro donne diverse, e una madre che, cresciutala da sola, si è adattata a qualsiasi lavoro pur di garantirle un pasto, spesso scegliendo tra riso e pollo perché due pietanze contemporaneamente non erano contemplabili dal bilancio domestico.

La fuga dalla povertà e l'approdo in Italia

La decisione di abbandonare il proprio paese, maturata nella consapevolezza di un futuro senza prospettive, ha segnato l'inizio di una nuova esistenza, tutta da costruire nel continente europeo. Quell'arrivo con quasi nulla, che per molti avrebbe rappresentato uno svantaggio insormontabile, è stato per lei il motore per non arretrare mai, sviluppando quella capacità di adattamento che oggi le permette di muoversi tra set fotografici e platee cinematografiche. Una determinazione che, pur non cancellando la fatica del distacco e la durezza del contesto di partenza, le ha aperto strade inimmaginabili, trasformando la ragazza che doveva scegliere cosa mettere in tavola nella professionista in grado di reggere il confronto con una star della commedia italiana.

Il ruolo in "Buen Camino" e il confronto con la realtà

Nel film diretto da Gennaro Nunziante, Mariana Rodriguez impersona una giovane donna astuta, che gestisce con intelligenza l'esuberanza del personaggio interpretato da Zalone, in una dinamica dove entrambi, come sottolinea, cercano di trarre vantaggio dalla situazione: lui attratto dalla sua bellezza, lei dalla sua ricchezza. Una parte che, in qualche modo, ribalta per contrasto la sua esperienza personale, proiettandola in un universo di lusso e facilità che non ha mai conosciuto. Proprio questa distanza tra finzione e realtà è emersa con forza durante le riprese, in un episodio particolarmente toccante: quando Checco Zalone ha pronunciato la battuta "Non mi hai mai chiamato papà" rivolto alla figlia nel film, l'attrice non ha potuto trattenere le lacrime, rievocando, come confessa, i propri complicati rapporti familiari.

Il metodo di lavoro e le ambizioni future

Sul set, il suo approccio è stato quello di una mediatrice attenta, cercando di conciliare le indicazioni, a volte divergenti, del regista e della star, per trovare una sintesi che soddisfacesse la visione artistica complessiva. Un equilibrio che richiede sensibilità e pragmatismo, qualità che sembrano derivarle proprio dalla necessità di navigare tra realtà difficili fin dalla giovane età. Oggi, mentre guarda al futuro, il suo sogno professionale è chiaro e ambizioso: poter lavorare sotto la direzione di un visionario come Tim Burton, un regista la cui estetica unica e narrativa fuori dagli schemi rappresentano l'approdo ideale per un'attrice che ha fatto della trasformazione e del superamento dei limiti la propria cifra esistenziale.

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