La confessione dell'accoltellatore di via Libertà: "Non ha ricambiato il mio sguardo, ho perso il controllo"
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Redazione Interno
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È finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio Massimo Gagliardo De Stefano, il cinquantatreenne – per altre fonti cinquantaduenne – che nel tardo pomeriggio di ieri ha accoltellato alle spalle Maria Luigia Anna Tricarico, cinquantaseienne, mentre questa percorreva via Libertà, nel cuore di Palermo, subito dopo essere uscita da un salone di parrucchieri. L'uomo, ascoltato nella serata di ieri dagli investigatori della Squadra mobile, ha reso dichiarazioni che gli stessi inquirenti hanno definito lucide solo in apparenza, ammettendo la propria responsabilità ma adducendo a movente una ragione che appare, a chiunque, assolutamente sproporzionata e incomprensibile: la vittima, secondo quanto riferito dall'indagato, non avrebbe ricambiato il suo sguardo.
Gagliardo De Stefano, che al momento del fermo aveva ancora gli abiti macchiati di sangue e che ha condotto gli agenti al recupero dell'arma – un coltello –, ha parlato di un raptus, di un'improvvisa perdita di controllo che lo avrebbe portato a colpire una sconosciuta. Nel corso dell'interrogatorio, ha poi aggiunto un particolare che gli investigatori stanno vagliando con attenzione e che getta una luce sinistra sull'intera vicenda: da alcuni giorni, ha confessato, aveva interrotto la terapia farmacologica che gli era stata prescritta per problematiche di natura psichica, una circostanza, questa, che gli stessi legali dell'indagato, così come i pubblici ministeri, dovranno approfondire per comprendere l'esatta natura e la portata del disagio di cui l'uomo soffre da tempo e per il quale, in passato, era stato anche ricoverato in strutture specializzate.
La dinamica dell'aggressione e il tempestivo intervento degli agenti
La ricostruzione dei fatti, operata dalla polizia grazie anche alle testimonianze di alcuni residenti e alle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, non lascia spazio a dubbi sulla dinamica. Maria Luigia Anna Tricarico stava camminando tranquillamente quando, all'altezza di via Mordini, è stata raggiunta alle spalle da Gagliardo De Stefano, che le ha sferrato una coltellata con tale violenza da perforarle un polmone e lesionarle una vertebra. La donna, come hanno raccontato il parrucchiere e i suoi dipendenti, è riuscita con le sue forze a rientrare nel negozio da cui era appena uscita, chiedendo aiuto e senza nemmeno rendersi conto, in un primo momento, di essere stata accoltellata, tanto che lei stessa ipotizzava di essere stata colpita dalla caduta di un oggetto.
La fuga dell'aggressore, un uomo già noto agli agenti e ai residenti del quartiere per il suo comportamento talvolta erratico, è durata lo spazio di poche ore. Individuato grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini che lo avevano riconosciuto, Gagliardo De Stefano è stato rintracciato all'interno della sua abitazione, dove i poliziotti lo hanno trovato mentre indossava ancora gli stessi abiti dell'aggressione, sui quali erano ben visibili le tracce ematiche che hanno contribuito a rendere la sua posizione insostenibile. Portato in questura, l'uomo non ha opposto resistenza e ha fornito la sua versione, una versione che, al di là delle parole, non spiega la ferocia di un gesto compiuto ai danni di una persona inerme, colta di spalle mentre tornava a casa dopo una semplice commissione.
Le condizioni della vittima e il lavoro della magistratura
Maria Luigia Anna Tricarico, trasportata d'urgenza all'ospedale Villa Sofia con un codice rosso, si trova attualmente ricoverata nel reparto di Rianimazione. I sanitari che la seguono descrivono il suo quadro clinico come stabile ma la prognosi resta riservata, in considerazione della gravità delle ferite riportate: la lesione polmonare e il danno alla vertebra richiedono una costante e attenta monitorizzazione, sebbene al momento non sia stato necessario intervenire chirurgicamente. Non appena le sue condizioni lo permetteranno, i magistrati – che hanno già convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Gagliardo De Stefano – procederanno a sentirla per raccogliere la sua testimonianza, un passaggio cruciale che, unitamente alla perizia psichiatrica che quasi certamente verrà disposta sull'indagato, permetterà di delineare con maggiore chiarezza i contorni di una vicenda che ha scosso l'opinione pubblica cittadina.
L'attenzione degli inquirenti si concentra ora sull'effettiva capacità dell'indagato di intendere e di volere al momento del fatto, un aspetto che il suo stesso comportamento – la confessione, l'indicazione del luogo in cui aveva nascosto il coltello – potrebbe contribuire a chiarire, ma che richiederà accertamenti tecnici approfonditi. Al di là delle dichiarazioni spontanee rese in sede di interrogatorio, sarà il lavoro dei periti a stabilire se Gagliardo De Stefano fosse, in quei concitati momenti in cui incrociò lo sguardo di una passante per poi colpirla alle spalle, in grado di comprendere la portata delle sue azioni o se, come lui stesso sostiene, l'interruzione della terapia abbia scatenato in lui una reazione incontrollabile e, per certi versi, incomprensibile anche ai suoi stessi occhi.




