Salvini sul ponte sullo Stretto: "Stessi controlli antimafia del Morandi, il Quirinale non è contro"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A margine di un sopralluogo a Genova, Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, è tornato a ribadire la necessità di applicare al ponte sullo Stretto di Messina gli stessi controlli antimafia previsti per altre grandi opere, come il ponte Morandi, l’Expo di Milano e le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. "Penso e spero che nessuno si opponga a inserire più controlli possibili contro le infiltrazioni mafiose", ha dichiarato, respingendo l’ipotesi che il Quirinale possa essere contrario a un inasprimento delle verifiche.

L’emendamento annunciato dalla Lega al decreto Infrastrutture mira a ripristinare una norma che centralizzava la vigilanza antimafia dell’opera presso il Viminale, rimossa su indicazione del Colle. Salvini insiste sul fatto che l’obiettivo sia garantire maggiore sicurezza, evitando deroghe al codice antimafia. Tuttavia, fonti della Presidenza della Repubblica hanno precisato che la modifica voluta dal governo avrebbe potuto aprire a eccezioni, indebolendo di fatto i meccanismi di prevenzione.

L’opposizione ha reagito duramente alle parole del leader leghista. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha parlato di un "Salvini zittito dal Quirinale", mentre Angelo Bonelli di Europa Verde ha definito "gravissime" le allusioni del ministro, chiedendo a Giorgia Meloni di intervenire. La polemica si inserisce in un contesto già teso, in cui l’esecutivo cerca di accelerare il progetto del ponte, mentre i critici denunciano rischi di opacità e infiltrazioni criminali.

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