Russell si confessa: “Qualifiche molto negative”, poi lo sguardo a sorpresa su McLaren e Ferrari

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il venerdì di Miami, lo si capisce subito dalle facce lunghe e dai silenzi nei box, non ha regalato le risposte che George Russell sperava di portarsi a casa. Nel caldo soffocante della Florida, il pilota della Mercedes ha dovuto incassare un secco campanello d’allarme al termine della Sprint Qualifying che definirà la griglia di partenza della mini gara di domani. Ed è stato proprio lui, con un’onestà spiazzante e un pizzico di nervosismo a fior di labbra, a definire la sua prestazione “molto negativa”, sottolineando un dato che fa rumore: la sorpresa, nel bene e nel male, arriva da chi non si aspettava. “Sono sorpreso da McLaren e Ferrari”, ha ammesso, quasi come se il suo dolore principale non fosse soltanto il distacco dal giovanissimo compagno di squadra – quel Kimi Antonelli che con la stessa freccia d’argento vola invece verso la prima fila – ma l’aver visto due scuderie rivali prendersi la scena con una facilità che non aveva preventivato.

A parlar chiaro è il cronometro, che non ammette appelli. Lando Norris, campione del mondo in carica, ha stampato il giro perfetto in 1:27.869 conquistando la pole position della Sprint Race: un segnale inequivocabile, quello della McLaren, che sembra aver ritrovato la sostanza della passata stagione proprio sul circuito americano dove, non a caso, ogni dettaglio aerodinamico viene esaltato dalle lunghe curve in appoggio. Al fianco del britannico scatterà invece Andrea Kimi Antonelli, il diciannovenne italiano che guida la classifica generale del mondiale dopo aver salutato il Giappone con una seconda vittoria consecutiva e aver gestito, durante le quattro settimane di stop forzato della Formula 1, la pressione da leader. Russell, dal canto suo, ha chiuso sesto, staccato di 624 millesimi dalla vetta assoluta; ma il dato che brucia di più, nelle dinamiche interne a Brackley, è il gap di circa quattro decimi incassato proprio da Antonelli, lanciato con la stessa Mercedes in una traiettoria che sembra invertire le vecchie gerarchie del team.

Il venerdì complicato di Antonelli: un guizzo che salva il bilancio e raddrizza una qualifica pasticciata

Non è stato, va detto, un venerdì semplice nemmeno per il leader del campionato. La giornata di Kimi Antonelli ha infatti oscillato come un pendolo: buon passo gara, sì, ma anche una sessione di qualifica che, prima del terzo e decisivo segmento, aveva rischiato di trasformarsi in un piccolo incubo. Il problema alla Power Unit nell’unica ora di libere gli ha di fatto negato la possibilità di provare la mescola più tenera nel momento in cui la pista era ormai rappresentativa delle condizioni da qualifica. Un intoppo non da poco, perché quando tutti cominciavano a spingere al limite, lui si è trovato a rincorrere senza un riferimento chiaro con le gomme soft. Eppure, negli istanti finali della SQ3, ecco il guizzo che cambia tutto: un giropulito, chirurgico, che gli regala la prima fila e salva un bilancio che, fino a pochi minuti prima, sembrava destinato a chiudersi con un rimpianto.

Il peso del confronto diretto in Mercedes e l’asfalto che tradisce le attese di Russell

George Russell, al via del weekend, aveva un obiettivo chiarissimo e lo aveva per giuramento personale: mettersi subito davanti ad Antonelli, ristabilire in fretta quelle vecchie gerarchie tra compagni di squadra che il 2026 ha già iniziato a scardinare. Miami, però, non è stata clemente con lui. “Fatico, non è la mia pista”, ha lasciato intendere tra le righe, e la sua espressione nel post qualifiche raccontava più di ogni telemetria. La sua Mercedes, nel confronto diretto, ha perso quattro decimi da quella di Antonelli: una voragine su un tracciato così breve, dove ogni millesimo si paga caro. E mentre il britannico si consumava nell’autocritica, dall’altra parte del muretto cresceva la consapevolezza di avere un diciannovenne che non sente la pressione, o forse la trasforma in quella spinta extra che fa la differenza nei momenti che contano.

La sorpresa Ferrari e McLaren: due rivali che cambiano i piani della Mercedes

Ciò che rende ancora più amaro il venerdì di Russell non è soltanto il divario interno, ma lo scenario esterno. Lui stesso ha usato il verbo “sorpreso” per descrivere l’impatto avuto dalla McLaren di Norris – inattaccabile sul giro secco – ma anche dalla Ferrari, apparsa solida e reattiva su un tracciato che storicamente premia chi ha fiducia nel posteriore. E se la McLaren ha già messo in vetrina la pole, la Rossa si è infilata nelle posizioni che contano, complicando ulteriormente i piani di una Mercedes che sperava di giocarsela a viso aperto per la vittoria nella Sprint Race. Il sole di Miami, insomma, sta bruciando le certezze di Brackley: da una parte l’entusiasmo per un Antonelli sempre più leader, dall’altra il volto tirato di chi, come Russell, si ritrova a inseguire anche dentro casa.

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