Jovanotti in Campidoglio riceve la Lupa capitolina e lancia il tour: “Gualtieri mi piace”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un pomeriggio afoso, quello di ieri in Campidoglio, ha fatto da sfondo a un evento che mescola musica, politica cittadina e un riconoscimento istituzionale di peso. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha scelto la sala delle Bandiere per presentare il “Jova Summer Tour 2026” e il parallelo “Jova Giro”, un percorso in bicicletta di circa duemila chilometri che inizierà il 9 agosto proprio dal Circo Massimo per poi concludersi lì il mese successivo. Ad accoglierlo, il sindaco Roberto Gualtieri con il quale – come ha scherzato lo stesso artista – condivide l’anno di nascita e quindi il traguardo dei 60 anni. L’annuncio che ha monopolizzato l’attenzione, tuttavia, è arrivato dal primo cittadino: a settembre, in occasione delle due date romane del tour, il cantante riceverà la Lupa capitolina, massima onorificenza conferita dalla città. Un premio che, per stessa ammissione di Jovanotti, rappresenta “un onore enorme”, tanto da spingerlo a chiedere, con la consueta ironia, se questo comporti dei doveri specifici: “Magari fatemi assessore”, ha detto ridendo, prima di precisare che intende solo continuare a cantare.

Il rammarico (non troppo nascosto) della romanità

Nonostante il legame profondo con le sue radici – è nato e cresciuto a Roma fino all’età di diciannove anni – Jovanotti ha confessato una sottile amarezza. “Invecchiando”, ha spiegato nel corso della conferenza, “ho un po’ il rammarico di non aver fatto di questa mia romanità un asset delle mie canzoni”. Una riflessione spontanea che lo ha portato a paragonarsi ad altri giganti della musica italiana, da Antonello Venditti a Lucio Dalla, capaci di trasformare la propria città in un marchio di fabbrica inconfondibile. Ecco perché questo ritorno, a pochi mesi dal compleanno, assume per lui i contorni di una sorta di riappacificazione. Del resto, i ricordi legati alla Capitale affiorano nitidi: le incursioni in Vaticano dove lavorava il padre e quella scoperta della bellezza che, come ha detto, “ti stende”. Roma, nonostante i problemi comuni a tutte le metropoli, conserva per l’artista quella capacità di stupire che ha avuto modo di testare direttamente su un produttore americano: “Era impazzito, sembrava gli avessi dato un allucinogeno”, ha raccontato, aggiungendo che ora quell’amico vuole comprare casa qui.

Un endorsement politico a ciel sereno

L’incontro, però, si è colorato anche di toni politici inaspettati. Lontano dalle convention e dai proclami ufficiali, Jovanotti ha rilasciato quella che suona a tutti gli effetti come una dichiarazione di stima nei confronti del sindaco Gualtieri. “Mi piace”, ha detto secco l’artista, rivelando di averlo apprezzato particolarmente in una circostanza specifica: la notte del referendum, quando il fronte del “No” vinse e Gualtieri si affacciò a parlare da piazza Barberini. “Disse quattro parole perfette, giuste, lucide e senza ola”, ha ricordato Jovanotti, sottolineando come quella lucidità in un momento di euforia collettiva fosse per lui un segnale importante. Nemmeno il parere dei suoi amici romani, ha aggiunto, scalfisce questa impressione: “Tutti mi dicono cose buone”. Un’apertura che l’artista ha subito temperato con una battuta, memore forse di un precedente endorsement finito male: “Una volta feci i complimenti a un presidente di Regione ma non portò benissimo. Meglio che taccia”, ha scherzato.

I conti con il passato e il futuro sul palco

Se la Lupa rappresenta un coronamento, il tour vero e proprio resta il fulcro del progetto. Le due date del 12 e 13 settembre al Circo Massimo – promosse in collaborazione con l’assessorato ai Grandi Eventi – vogliono essere “una grande festa di ritorno”. Jovanotti ha accennato alla possibilità di condividere il palco con colleghi romani, tenendo però il nome di questi ultimi nel più assoluto riserbo (“Tutti quelli a cui state pensando, anche se non ho ancora telefonato a nessuno” ). E se manca ancora un vero e proprio inno alla Capitale, il cantautore ha rivelato di avere nel cassetto un brano ispirato ai suoi anni da dj, definendolo un pezzo “non ancora sbocciato”. In attesa che quel fiore sbocci, Roma si prepara a riabbracciare Lorenzo Cherubini non solo come artista mondiale, ma come cittadino illustre, consapevole che la bellezza di questa città, anche quando la si lascia, finisce sempre per richiamare a casa.

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