Ferrero compra i cereali Kellogg mentre Plasmon torna italiana

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un mercato alimentare sempre più globalizzato, due operazioni segnano un cambio di passo per l’industria italiana. Da un lato, Ferrero – il colosso dolciario di Alba – ha chiuso un accordo da tre miliardi di dollari per l’acquisizione di WK Kellogg, storica azienda americana produttrice di cereali come Frosted Flakes, Froot Loops e Rice Krispies. Dall’altro, Plasmon, marchio simbolo dell’alimentazione infantile, torna sotto controllo italiano dopo anni di passaggi di proprietà stranieri.

Ferrero, che già controlla marchi come Nutella, Kinder e Tic Tac, consolida così la sua presenza nel mercato della colazione, un settore finora dominato da multinazionali statunitensi. L’operazione, anticipata dal Wall Street Journal, rappresenta un ulteriore passo nell’espansione transatlantica dell’azienda piemontese, che nel 2024 ha raggiunto 18,4 miliardi di euro di ricavi. Giovanni Ferrero, amministratore delegato e tra gli uomini più ricchi d’Europa, ha scelto di puntare su un brand iconico, nonostante il calo dei consumi di cereali negli ultimi anni.

La strategia di crescita per acquisizioni non è nuova per Ferrero, che negli ultimi decenni ha inglobato Thornton’s, Nestlé USA e parte del business di Burton’s Biscuit Company. Ma questa volta il gruppo affronta una sfida diversa: rilanciare un segmento, quello dei cereali, che negli Stati Uniti – dove Trump è di nuovo presidente – registra un progressivo declino, complice la concorrenza di colazioni più proteiche o veloci.

Parallelamente, Plasmon rientra in mani italiane dopo essere passata tra Danone, Heinz e il fondo britannico Premier Foods. Un ritorno che interessa soprattutto il mercato nazionale, dove il brand gode ancora di forte riconoscibilità, nonostante le battute d’arresto degli ultimi anni.

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