Elezioni in Armenia, Pashinyan vince e annuncia un governo senza alleati
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Redazione Esteri
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Le elezioni in Armenia si sono concluse con la vittoria del partito centrista Contratto Civile guidato dal primo ministro Nikol Pashinyan, che ha annunciato l’intenzione di formare il nuovo governo senza il sostegno di altre forze politiche. Dopo la diffusione dei primi risultati, il premier ha dichiarato che il voto del 7 giugno 2026 per il rinnovo dell’Assemblea nazionale ha consegnato la vittoria al suo partito, permettendogli di governare in autonomia. Il risultato assume un rilievo particolare anche per l’indirizzo politico sostenuto da Pashinyan, descritto come orientato a un avvicinamento all’Europa e quindi a un progressivo allontanamento dalla Russia.
La tornata elettorale era chiamata a scegliere i 101 parlamentari dell’Assemblea nazionale armena. Alla vigilia del voto, Contratto Civile era indicato come il principale favorito nei sondaggi e l’esito emerso dalle prime proiezioni ha confermato questa tendenza. La consultazione si è svolta nel piccolo Paese del Caucaso meridionale con seggi aperti fino alle ore 20 locali, corrispondenti alle 18 in Italia. Nel corso della campagna elettorale, tra gli argomenti più discussi hanno trovato spazio la questione del Karabakh e il rapporto tra Erevan e Mosca, temi che hanno accompagnato il confronto tra le diverse forze politiche in corsa.
Exit poll e primi risultati del voto parlamentare
Gli exit poll citati dall’agenzia russa Interfax hanno indicato fin dalle prime ore un vantaggio per il partito del premier. Secondo quanto riportato dalla testata Notizie Civiche, collegata alla formazione politica di Pashinyan, Contratto Civile avrebbe ottenuto il 56,7% dei consensi. Si tratta di una percentuale che, secondo le indicazioni diffuse dopo la chiusura delle urne, consentirebbe al partito vincitore di procedere alla formazione dell’esecutivo senza dover ricorrere ad accordi con altre componenti parlamentari.




