Meloni attaccata sull'operazione Leoncavallo: «A Roma CasaPound è abusiva da vent'anni»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mentre la Lega milanese si mobilita per conferire l’Ambrogino d’Oro al prefetto Claudio Sgaraglia, definendo «impeccabile» lo sgombero del centro sociale Leoncavallo – operazione condotta, a loro dire, «in piena sicurezza e senza episodi di violenza» –, dall’opposizione piovono accuse di doppiopesismo sul governo Meloni. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha attaccato frontalmente la presidente del Consiglio, la quale, dopo l’operazione di Milano, aveva dichiarato: «No a zone franche». Bonelli ha obiettato che «la legalità di Meloni tutela i fascisti di Casapound», sottolineando come a Roma, a pochi metri dalla stazione Termini, il movimento estremista occupi abusivamente da vent’anni un palazzo pubblico «senza che nessuno osi intervenire».
A fare da contraltare alle critiche, la posizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale – pur senza entrare nel merito dei casi specifici – ha affermato che «le occupazioni di sinistra e di destra sono entrambe reato», in un’apparente difesa della linea governativa che vorrebbe applicare il principio di legalità in modo uniforme. Nel frattempo, l’eurodeputata Ilaria Salis è tornata sui social per esprimere la propria indignazione sull’accaduto, utilizzando toni di rivolta e richiamando una retorica rivoluzionaria che ha caratterizzato buona parte della sua comunicazione politica




