Le gemelle Kessler non potranno essere sepolte insieme, lo vieta la legge bavarese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le gemelle Kessler, che hanno condiviso un'esistenza pubblica e privata in simbiosi pressoché assoluta, non vedranno realizzato il loro ultimo, intimo desiderio. La loro volontà, espressa con chiarezza prima di ricorrere al suicidio assistito all'età di 89 anni, era quella di essere riposte, insieme alle ceneri della madre Elsa e a quelle del cane Yello, in un'unica urna, a suggello di un legame che la morte non ha scalfito. Una richiesta, questa, che si scontra inesorabilmente con il rigido regolamento cimiteriale vigente in Baviera, il quale, nel tentativo di garantire l'ordine e forse una certa idea di sacralità individuale, proibisce tassativamente la commistione di resti mortali di persone diverse nello stesso contenitore. Un divieto che, applicato alla lettera, ha finito per frapporsi tra le due sorelle e quel progetto di eterna unione che avevano concepito per l'aldilà.
I loro resti, nonostante l'impedimento burocratico, troveranno comunque una collocazione profondamente significativa e che, per quanto possibile, onora lo spirito della loro richiesta. Le urne contenenti le ceneri di Alice ed Ellen, sebbene fisicamente separate, saranno infatti trasportate e sistemate l'una accanto all'altra nel cimitero del bosco di Grünwald, un luogo silenzioso e raccolto dove gli abeti fanno da cornice alla tomba di famiglia. In quel lembo di terra, essenziale e privo di simboli religiosi come desiderato dalla famiglia, riposa già la madre Elsa; le gemelle le saranno dunque vicine, in una prossimità che, seppur differente da quella immaginata, ne preserva la memoria comune. La sepoltura, semplice e discreta, è abbellita soltanto da un tappeto di erica rosa e dalla fiammella tremula di un lumino, dettagli che raccontano di una cura affettiva più che di una pompa cerimoniale.
Accanto alla questione della sepoltura, un altro aspetto rimane avvolto in un alone di incertezza, destinato verosimilmente a trovare una soluzione soltanto nel chiuso degli studi legali. Le due artiste, infatti, nel corso di una lunga e brillante carriera che le ha portate a calcare i palcoscenici di tutto il mondo, hanno accumulato un cospicuo patrimonio, amministrato con oculatezza e senza gesti dissipatori. La mancanza di eredi diretti e l'assenza, almeno per il momento, di disposizioni testamentarie pubbliche e inequivocabili sul punto, rendono la destinazione di questa fortuna un rompicapo da risolvere, un'eredità ingente della quale qualcuno, prima o poi, dovrà farsi carico. Una vicenda, questa, che si intreccia alla loro storia personale senza esserne il fulcro, ma che rappresenta un epilogo altrettanto concreto delle loro esistenze.




