Delitto di Garlasco, Andrea Sempio: "Chiariremo tutto appena potremo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
«Riusciremo a chiarire tutto appena potremo». È quanto ha affermato Andrea Sempio, l'unico indagato nell'inchiesta bis sul delitto di Garlasco, al suo arrivo presso il centro Genomica di Roma dove è stato sottoposto a nuove analisi. Il trentottenne, amico del fratello di Chiara Poggi, è accusato dalla Procura di Pavia di omicidio volontario pluriaggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti per la morte della ventiseienne, avvenuta il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli.
Le controdeduzioni della difesa
La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, depositerà le proprie controdeduzioni entro il 18 ottobre, termine fissato per la presentazione di memorie e consulenze dopo la chiusura delle nuove indagini da parte della Procura di Pavia. «Le nostre analisi saranno ponderate. Hanno un alto tasso di scientificità, come ci è stato giustamente richiesto dalla Procura della Repubblica, cui daremo ampia soddisfazione non tanto per l'esito ma per il substrato di scienza che le caratterizza», ha dichiarato Cataliotti fuori dal laboratorio romano, precisando che si tratta di «consulenze di 70, 80, 100 pagine l'una».
Nel pomeriggio si è tenuta una riunione tra i legali e i consulenti del trentottenne per decidere a quali e quanti punti rispondere alle ulteriori relazioni depositate dai pubblici ministeri pavesi. Tra le consulenze della Procura figura quella dell'antropologa forense Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, secondo cui l'intervallo tra le prime lesioni e la morte di Chiara Poggi sarebbe «più verosimilmente definibile nell'ordine di alcune decine di minuti, prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti».
L'impronta 33 e gli altri elementi dell'accusa
Il punto cruciale delle controdeduzioni difensive è l'impronta 33, un palmo di mano destra impresso sull'intonaco delle scale della villetta dove fu fatto scivolare il corpo della vittima.
Per gli inquirenti si tratta di una delle prove centrali dell'accusa: la Procura ha affidato una consulenza al Racis di Roma che, attraverso un esperimento extragiudiziale, avrebbe dimostrato come gli esiti negativi dei test sul sangue non consentano di escludere la presenza originaria di sostanza ematica sull'intonaco, a causa dell'effetto inibente del particolato minerale alcalino.
Contro Sempio la Procura contesta anche la compatibilità delle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 con le misure del piede dell'indagato. La difesa sostiene invece che Sempio abbia sempre calzato una 44 e che la misura dell'impronta sia stata forzata per renderla compatibile.
Il legale Cataliotti ha inoltre annunciato che un eventuale processo a Sempio dovrebbe essere preceduto dalla revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi, e in caso contrario la difesa chiederà di investire della questione la Corte costituzionale, invocando una sospensiva del rinvio a giudizio in attesa della revisione.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
