Sondaggi, il campo largo sorpassa il centrodestra: testa a testa tra Schlein e Conte per le primarie
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Redazione Interno
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La fotografia scattata dagli istituti demoscopici nelle settimane successive al voto referendario – quello che ha visto trionfare il fronte del “No” con oltre quindici milioni di elettori – restituisce un quadro politico in movimento, dove gli equilibri consolidati sembrano incrinarsi e gli spazi per l’opposizione si allargano gradualmente. Secondo l’ultima rilevazione condotta da Youtrend per Sky Tg24, basata su interviste raccolte tra l’11 e il 13 aprile, l’area che viene definita del “campo largo” (Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) raggiunge la soglia del 43%, scavalcando di quasi un punto percentuale la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati), ferma al 42,1%.
Numeri in dettaglio: il calo degli alleati e l’avanzata del Pd
Analizzando i dati partito per partito, emerge una sostanziale tenuta del primo partito – Fratelli d’Italia, che pure arretra di qualche decimale assestandosi al 26,4% – affiancata però da una significativa erosione dei consensi per i suoi alleati storici. Forza Italia, in particolare, accusa un vero e proprio tonfo: perde due punti percentuali e scivola all’8%, una flessione che pesa come un macigno sulla tenuta complessiva del blocco di governo. All’opposto, il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, recupera terreno in maniera costante guadagnando quasi un punto (22,9%) e riducendo il distacco dal partito di maggioranza relativa a soli 3,5 punti, il margine più ristretto registrato negli ultimi mesi. La Lega, seppur in leggera risalita (6,6%), e il M5s, stabile al 14,1%, completano un panorama in cui gli indecisi scendono al 37%, segno che una fetta crescente di elettorato si sta orientando verso scelte definite.
La sfida interna al centrosinistra: due velocità per le primarie
Se il dato aggregato premia l’opposizione, la domanda sulla leadership – inevitabile in vista della campagna per le politiche del 2027 – divide invece le acque tra i due principali competitor. Lo stesso sondaggio Youtrend ha simulato due scenari per le primarie di coalizione, restituendo esiti opposti a seconda dell’intensità della mobilitazione. Nel caso in cui si considerino solo gli elettori del campo largo che dichiarano una certezza assoluta di voto (probabilità 10 su 10), Elly Schlein vincerebbe con il 41%, lasciando a Giuseppe Conte il 26% e alla sindaca di Genova, Silvia Salis, il 25%. Un successo netto, questo, che la vede prevalere anche tra i soli elettori demografici (60% delle preferenze).
L’effetto della partecipazione media e il dominio di Conte nei M5s
Il quadro muta però sensibilmente se si allarga il perimetro degli intervistati includendo chi ha una “alta probabilità” di recarsi alle urne (almeno 8 su 10). In questo caso, il vantaggio della segretaria del Pd si assottiglia: Schlein scende al 36%, mentre Silvia Salis, forse avvantaggiata da una maggiore riconoscibilità o da un gradimento trasversale, sale al 29%, superando di fatto l’ex premier Conte che si ferma al 26%. Un dato appare però incontrovertibile e racconta la natura ancora identitaria dei due principali bacini: tra gli elettori del Partito Democratico, Schlein domina incontrastata (60%), mentre tra i pentastellati l’85% delle preferenze va al loro presidente, a testimonianza di una fedeltà che non sembra intaccata dalle sirene della leadership esterna.




