La penultima giornata di Milano Cortina 2026 tra paure, polemiche e speranze azzurre
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Redazione Sport
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Una domenica che precede l’ultimo atto di questi Giochi, quella di oggi 21 febbraio, si era aperta all’insegna della speranza per il medagliere italiano, forte di quei dieci ori raggiunti ieri, ma il destino, si sa, ha spesso in serbo colpi di scena e, talvolta, anche qualche amara sorpresa. Il sogno di vedere un'altra bandiera tricolore issarsi sul gradino più alto del podio, magari nello ski cross maschile con Simone Deromedis, uno dei grandi favoriti della vigilia, è un obiettivo che tiene banco, così come le attese sono tutte per le ultime, emozionanti gare di due autentiche bandiere dello sport italiano: Federico Pellegrino, che sui 50 km a tecnica classica di Tesero dirà addio alle competizioni, e Dorothea Wierer, la quale, dopo una carriera costellata di successi, saluterà il pubblico di casa ad Anterselva nella mass start di biathlon.
E se il clima sugli sci stretti è quello delle grandi occasioni, con la commozione che pervade gli addetti ai lavori per gli addii di due fuoriclasse, sul ghiaccio dello Sliding centre di Cortina si è vissuto un momento di autentico terrore, un incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze gravissime, ma che ha gelato il sangue di tutti gli spettatori presenti e dei telespettatori collegati. Durante la seconda run del bob a quattro maschile, il mezzo condotto dall'austriaco Jakob Mandlbauer ha perso il controllo intorno alla curva numero nove, ribaltandosi violentemente a una velocità prossima ai 117 chilometri orari. L'impatto è stato tremendo e il pilota, sbalzato dalla slitta, ha battuto violentemente la testa contro il muro di ghiaccio, rimanendo per alcuni istanti esanime. Immediato l'intervento dei soccorsi, che lo hanno stabilizzato e poi trasportato d'urgenza al policlinico olimpico Codivilla per tutti gli accertamenti del caso. Sebbene le prime notizie parlassero di un atleta cosciente e in grado di muovere gli arti, la paura è stata tanta e l'immagine del bob distrutto, che si è aggiunta ad altri due ribaltamenti nella stessa sessione – quello della Francia e quello di Trinidad e Tobago – ha riportato alla mente di tutti i rischi intrinseci di questo sport. Un'ondata di apprensione, insomma, che ha attraversato il villaggio olimpico, mentre i tecnici lavoravano per riparare un tracciato in parte danneggiato, e la speranza, a questo punto, è che l'atleta non abbia riportato lesioni serie.
Intanto, lontano dai riflettori della pista da bob, il programma olimpico procedeva serrato e sugli altri campi di gara gli azzurri, chi per un motivo chi per un altro, cercavano di ritagliarsi il loro spazio di gloria. L'attenzione, però, si è improvvisamente spostata dal piano sportivo a quello mediatico e politico per una vicenda che ha coinvolto la Rai, la televisione pubblica, nel bel mezzo della diretta della gara di bob. Un retroscena, venuto alla luce a causa di un microfono aperto accidentalmente, ha scatenato un vespaio di polemiche: una voce, fuori onda, è stata chiaramente udita mentre diceva di “evitare l'equipaggio 21, che è israeliano”. Una frase, quella, che ha immediatamente sollevato un coro di critiche e indignazione, tanto da costringere l'azienda a una rapida e decisa presa di posizione. L'amministratore delegato Giampaolo Rossi ha annunciato l'avvio di un'istruttoria interna per fare piena luce sull'episodio e valutare eventuali provvedimenti disciplinari, mentre il responsabile ad interim di Rai Sport, Marco Lollobrigida, ha parlato senza mezzi termini di “espressione inaccettabile”, porgendo le proprie scuse alla delegazione israeliana. Una bufera, questa, che getta un'ombra su quella che dovrebbe essere una festa dello sport, sollevando interrogativi sulla narrazione e l'imparzialità del servizio pubblico in un evento di portata globale come le Olimpiadi.




