Transcend senza memorie flash, mentre la corsa all'AI fa impennare i prezzi della RAM e minaccia le console

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel panorama frammentato dei produttori di unità a stato solido, alcuni brand, che dipendono interamente dai fornitori esterni per le memorie flash, stanno navigando in acque particolarmente agitate. Transcend, nome storico per molti utenti, sta affrontando una crisi degli approvvigionamenti che, stando a quanto riferito dall'azienda stessa, dura da ottobre. La carenza di chip, acuitasi nell'ultimo trimestre, è direttamente legata alla domanda vorace dei data center e degli hyperscaler, i cui servizi cloud in continua espansione assorbono quote crescenti della produzione globale. Questo scenario, del resto, non è isolato ma si inserisce in una trasformazione più ampia e turbolenta del mercato delle memorie, i cui effetti si stanno ormai propagando a tutti i livelli della catena di distribuzione, dall'industria professionale a quella consumer.

La tempesta perfetta sul mercato DRAM

Se la carenza colpisce le memorie flash NAND, quelle DRAM stanno vivendo una fase di tensione ancora più marcata, con incrementi di prezzo drastici e disponibilità che si assottiglia di settimana in settimana. All'origine di questa crisi, che alcuni analisti definiscono senza precedenti, c'è la confluenza di due fenomeni potenti: da un lato l'esplosiva richiesta di potenza di calcolo per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, che divorano quantità immense di memoria ad alta banda, e dall'altro la riconversione, da parte dei produttori, di linee di produzione verso le più redditizie memorie HBM (High Bandwidth Memory). Questa riallocazione strategica, sebbene dettata dalle logiche del mercato, avviene inevitabilmente a scapito della produzione delle DRAM tradizionali, creando un deficit strutturale che sta facendo salire i listini e allungare i tempi di consegna.

Dai data center alle scrivanie: l'acquisto "insolito" di OpenAI

A complicare ulteriormente il quadro, circolano indiscreze secondo le quali OpenAI, l'azienda dietro ChatGPT, starebbe procedendo con acquisti massicci non solo attraverso i canali industriali consueti, ma addirittura aggredendo il mercato retail. La compagnia, infatti, avrebbe cominciato a procacciarsi kit di RAM DDR5 da scaffale, quelli tipicamente destinati agli assemblatori di PC da gaming. Un comportamento del genere, se confermato, rappresenterebbe un'ulteriore fonte di pressione su un settore già in affanno, sottraendo materiale a un canale che tradizionalmente godeva di una certa separazione dalla domanda rate. La conseguenza, temono molti osservatori, è una contrazione dell'offerta per l'utente finale, che si trova a dover pagare di più per componenti che, in alcuni casi, diventano semplicemente introvabili.

Le ricadute sull'industria dei videogiochi

Le ripercussioni di questa crisi delle memorie non si limitano al mondo dei PC fai-da-te o dei server aziendali, ma minacciano di riverberarsi anche sul comparto delle console di nuova generazione. Sony e Microsoft, che stanno presumibilmente definendo le specifiche tecniche per i loro prossimi sistemi come la PlayStation 6 e una nuova Xbox, devono fare i conti con costi di produzione in rapida ascesa. La memoria, componente fondamentale per le prestazioni di qualsiasi sistema, rappresenta una voce di spesa sempre più significativa. L'aumento dei prezzi delle DRAM, quindi, potrebbe tradursi in una difficile scelta per i produttori: assorbire parte degli extra-costo, rischiando di erodere i margini, oppure trasferirli sul prezzo di vendita al pubblico, con il concreto rischio di lanciare prodotti a un listino superiore a quanto inizialmente pianificato. Un dilemma che potrebbe influenzare le strategie di marketing e le tempistiche stesse di lancio.

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