F1, il caos delle due soste a Monaco divide il paddock: "Gara manipolata, ma lo show c'è"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La decisione di imporre due pit-stop obbligatori al Gran Premio di Monaco 2025, rompendo una tradizione consolidata, ha acceso il dibattito nel mondo della Formula 1. Se l’obiettivo era scuotere la monotonia di un circuito noto per la scarsa overtaking, il risultato è stato un mix di spettacolo e polemiche, con team accusati di aver sfruttato regole ambigue per piegare la strategia a proprio vantaggio.

"Bene l’intenzione, ma si rischia di manipolare la gara", ha osservato Ivan Vanzini, commentando l’uso di tre tipi di gomme diverse in una sola corsa, tattica che ha trasformato le soste in un labirinto di calcoli. Roberto Bobbi, pur riconoscendo che il doppio pit-stop ha "tenuto accesa una gara che spesso annoia", ha sottolineato come le posizioni di testa siano rimaste pressoché invariate nonostante il caos in corsia.

D’altronde, il circuito monegasco, stretto e tortuoso, non perdona: chi parte davanti conserva spesso il vantaggio, anche quando le strategie si moltiplicano. Eppure, per una volta, il sonnolento appuntamento nel Principato ha generato tensione fino all’ultimo giro, con team costretti a rivedere i piani al volo e piloti alle prese con gomme sempre diverse.

Non tutti, però, hanno apprezzato la svolta. Leo Turrini l’ha definita "una boiata pazzesca", mentre in molti nel paddock hanno bocciato l’esperimento, sostenendo che lo show non ne abbia davvero giovato. La Ferrari, intanto, ha raccolto un secondo e un quinto posto, risultati che, seppur lontani dalla vittoria, hanno ridato un barlume di fiducia a Maranello dopo un inizio di stagione deludente.

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